AGI - Il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato oggi la costruzione a Varsavia di un Muro della Memoria dedicato alle vittime del "genocidio" commesso dai "nazionalisti ucraini", riaccendendo il delicato contenzioso storico tra Varsavia e Kiev sui massacri di civili durante la Seconda guerra mondiale.
"Innalzeremo a Varsavia un Muro della Memoria, con una fiamma eterna e i nomi di ogni vittima ritrovata e identificata. La Repubblica non dimenticherà nessuno", ha dichiarato Tusk in un videomessaggio diffuso sui suoi canali social. L'annuncio arriva alla vigilia dell'anniversario della cosiddetta "domenica di sangue" dell'11 luglio 1943, quando reparti dell'Esercito insurrezionale ucraino (Upa) e dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun) massacrarono migliaia di civili polacchi nella regione della Volinia, nell'attuale Ucraina nord-occidentale.
La tensione tra Kiev e Varsavia
Secondo la Polonia, tra il 1943 e il 1945 furono uccisi tra 70 mila e 100 mila civili polacchi, mentre le rappresaglie polacche provocarono fino a 12 mila vittime ucraine. Tusk ha definito quei massacri "un genocidio" perpetrato dai "nazionalisti ucraini". La disputa sulla memoria storica continua a pesare sui rapporti tra i due Paesi, nonostante la Polonia sia tra i principali sostenitori dell'Ucraina nella guerra contro la Russia e rappresenti uno snodo fondamentale per il transito degli aiuti militari occidentali diretti a Kiev.
Le tensioni sono tornate a crescere lo scorso maggio, quando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver autorizzato l'intitolazione di un'unità militare all'Upa. Kiev ha inoltre rimpatriato e sepolto Andrii Melnyk, uno dei leader dell'Oun, organizzazione da cui nacque l'Upa. In Ucraina, entrambe le formazioni sono considerate soprattutto movimenti che combatterono per l'indipendenza del Paese contro l'Armata Rossa e l'Unione Sovietica.
In risposta alle decisioni di Kiev, il presidente polacco Karol Nawrocki ha revocato a Zelensky la massima onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca. Il presidente ucraino ha quindi restituito la decorazione inviandola per posta. Pur ribadendo il suo sostegno all'Ucraina contro l'aggressione russa, Tusk ha sottolineato che il percorso di avvicinamento di Kiev all'Unione europea, e ancor più un'eventuale adesione, passa anche attraverso un confronto con il passato.
"La memoria e la verità devono aiutarci a costruire un futuro migliore, senza odio né disprezzo", ha affermato. "L'Europa della pace e del rispetto reciproco, riconciliata dopo la Seconda guerra mondiale, è stata possibile grazie alla verità e alla capacità di chiamare le cose con il loro nome. Chi vuole entrare in questa comunità deve essere pronto ad affrontare questa verità".