AGI - Sembra che Iran e Usa siano in una situazione di stallo nei negoziati per trovare una soluzione pacifica alla guerra scatenata dagli Stati Uniti.Ali Bahreini, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, come riporta la televisione statale di Teheran Irib ha detto che "se gli Stati Uniti continueranno a violare i propri obblighi ai sensi dell'Accordo di Islamabad, l'Iran non si considererà più vincolato dagli impegni assunti in base a tale accordo", ha affermato il diplomatico.
Secondo quanto riferisce una fonte definita "affidabile" e vicina al team negoziale iraniano ripresa dai media iraniani, Teheran non avrebbe chiesto l'avvio di nuovi negoziati con gli Stati Uniti e non sarebbe disposto a tornare al tavolo finché Washington non farà marcia indietro rispetto alle proprie posizioni.
La fonte ha anche smentito le notizie secondo cui sarebbe stata Teheran a chiedere la ripresa dei colloqui con gli Stati Uniti. "La Repubblica islamica dell'Iran non ha presentato alcuna richiesta di negoziati con gli Stati Uniti", ha aggiunto, precisando che "non ci saranno negoziati finché la parte americana non ritirerà le proprie posizioni". E' attesa intanto in Oman la delegazione americana composta dal vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, e dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riporta Cbs News. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Muscat, la capitale dell'Oman, nelle scorse ore.
In corso colloqui Iran con Oman a Muscat sullo stretto di Hormuz
Il sito di notizie americano Axios ha rivelato che sono in corso colloqui tra l'Iran e il Sultanato dell'Oman per annunciare una garanzia di piena e libera navigazione nello Stretto di Hormuz centrale. Secondo Axios, Iran e Oman stanno discutendo una possibile dichiarazione per aprire il passaggio centrale dello Stretto di Hormuz alle navi, e i negoziatori del Qatar stanno partecipando ai colloqui a Muscat.
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in Oman, Paese che sta svolgendo un ruolo di mediazione per porre fine alla guerra.
La CBS, citando un funzionario statunitense, informa che nè Vance, nè Rubio, nè Witkoff, nè Kushner si recheranno in Oman.
Araghchi: Teheran ha mantenuto la sua parola
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha “mantenuto la sua parola” sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha sostenuto che la tregua fosse terminata pur aprendo a nuovi negoziati. “L'Iran ha mantenuto la sua parola, a differenza del cosiddetto Segretario del Tesoro degli Stati Uniti che sta violando il paragrafo 9 del MoU”, ha scritto Araghchi su X, riferendosi alla clausola che vieta il dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione.
Araghchi nell'Oman per il futuro di Hormuz
Araghchi, nel frattempo, è arrivato a Muscat, capitale dell'Oman, alla guida di una delegazione diplomatica per discutere del futuro dello Stretto di Hormuz. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaiel Baghaei, la visita rappresenta "la prosecuzione delle consultazioni avviate con l'Oman negli ultimi due mesi sullo Stretto di Hormuz", uno dei "punti chiave del memorandum d'intesa per porre fine alla guerra". Baghaei ha affermato che l'Iran "si è assunto chiaramente la responsabilità di definire accordi ordinari e di garantire i servizi marittimi connessi al traffico navale nello Stretto di Hormuz", assicurando che Teheran è "molto determinata" a rispettare gli impegni assunti. In base al memorandum, l'Iran deve coordinarsi e cooperare con l'Oman sulla gestione dello Stretto. Finora, ha aggiunto il portavoce, si sono già svolti diversi round di colloqui tecnici sia a Teheran sia a Muscat.
Iran e Oman negoziano protocollo di sicurezza
La visita avviene dopo che il rappresentante permanente iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, aveva chiesto alle Nazioni Unite di fermare gli attacchi degli Stati Uniti, minacciando il mancato rispetto dell'accordo di giugno qualora Washington non avesse interrotto le operazioni militari. Iran e Oman stanno negoziando un protocollo di sicurezza per disciplinare la navigazione nello Stretto dopo le restrizioni imposte dai Guardiani della Rivoluzione iraniani. Tre settimane fa Muscat ha inoltre introdotto un corridoio marittimo temporaneo, esente da pedaggi, per agevolare il transito lungo la strategica via d'acqua, attraverso la quale prima dello scoppio della guerra transitava circa un quinto del petrolio mondiale.
Khamenei, vendetta è richiesta dalla Nazione
La Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato in un messaggio scritto che la vendetta per il suo predecessore e padre assassinato è una richiesta della nazione e "deve certamente" avere luogo. "Questi criminali, dei quali esiste un elenco completo, dal primo all'ultimo, porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla nel proprio letto", ha affermato Khamenei. "Devono sapere che tutto questo non dipende dalla mia presenza o da quella di altri responsabili", aggiunge la Guida suprema.
Domenica previsto incontro Usa-Iran in Oman
La Casa Bianca considera gli attacchi una violazione del cessate il fuoco e chiede che l'Iran riconosca pubblicamente le proprie responsabilità. Trump ha comunque dato mandato alla squadra negoziale, guidata dal vicepresidente JD Vance, dal genero Jared Kushner, dall'inviato speciale Steve Witkoff e dal segretario di Stato Marco Rubio, di proseguire i colloqui. Un nuovo incontro sarebbe previsto domenica in Oman. Anche se Teheran ha smentito. Secondo l'amministrazione americana, dopo il vertice in Oman Teheran dovrà chiarire che intende mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e gestirlo come prima dell'inizio del conflitto. In caso contrario, ha avvertito un alto funzionario, "non sarà una buona giornata per loro". Un altro esponente dell'amministrazione ha definito quella attuale "una fase di attesa per vedere cosa accadrà".
La diversa 'lettura' del memorandum
I funzionari hanno spiegato che gli iraniani attribuiscono gli attacchi contro il traffico commerciale a un'entità "deviata" interna al sistema di potere iraniano. Washington, però, offre una lettura diversa. Secondo gli Stati Uniti, il memorandum prevedeva che la corsia meridionale dello Stretto, lungo la costa dell'Oman, restasse aperta alla navigazione. L'Iran sarebbe però rimasto sorpreso dalla rapidità con cui il traffico commerciale, in particolare quello di petrolio e gas, si è concentrato su quella rotta, decidendo quindi di fare marcia indietro sugli impegni assunti.L'amministrazione Trump ribadisce che risponderà con strumenti militari ed economici se Teheran dovesse tornare ad assumere comportamenti ostili. Il presidente, hanno aggiunto i funzionari, è disposto a concedere ai negoziatori tempo per raggiungere un'intesa, "ma non molto".