AGI – Momenti di paura nei cieli di Salonicco dove a seguito del distacco di alcuni frammenti del motore di un Boeing 737 della Ryanair, che hanno sfondato un finestrino della cabina provocando una parziale decompressione, un passeggero è rimasto ferito.
Come ha riferito all'AGI Fabrizio Bovi, giornalista scientifico ed esperto del settore aeronautico, commentando quanto accaduto, "è stato probabilmente un 'bird strike', una collisione con uccelli, a provocare l'incidente" sul volo Ryanair che sorvolava la Grecia.
La replica di Ryanair
"Un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen, nella mattinata di venerdì (10 luglio), è rientrato a Salonicco poco dopo il decollo a seguito del distacco di un finestrino passeggeri durante il volo", spiegano. "L'aereo è atterrato regolarmente e i passeggeri sono rientrati nel terminal. Un passeggero ha richiesto e ricevuto assistenza medica a terra a Salonicco". Per ridurre al minimo il ritardo, aggiugnono è stato predisposto un aeromobile sostitutivo per trasportare i passeggeri a Memmingen, partito da Salonicco alle 9:53 ora locale di questa mattina."
La dinamica più probabile
"Anche confrontandomi con esperti piloti - ha aggiunto Bovi - ritengo che la dinamica più probabile sia questa: l'aereo salendo di quota dopo il decollo dall'aeroporto di Salonicco avrebbe subito quello che in termini tecnici si definisce 'severe engine damage', un grave danno a uno dei motori, causato per l'appunto dall'ingestione di un uccello. Questo ha portato all'esplosione della turboventola, al distacco dal motore di alcuni pezzi che hanno colpito uno dei finestrini generando una decompressione".
Un evento raro ma noto
Si tratta di un evento raro, ma ben noto nell'aviazione civile, per il quale esistono procedure operative codificate che gli equipaggi sono addestrati a seguire. L’esperto ha spiegato poi che non c’è stato l’effetto-risucchio enfatizzato da alcuni siti web perché, ha sottolineato Bovi, "è improbabile che la decompressione sia stata molto significativa: verosimilmente l'aereo in quel momento volava tra i 6.000 e i 10.000 piedi, vale a dire a circa 2.000 metri dal suolo, un'altitudine alla quale non vi è possibilità di decompressione completa".
Le conseguenze e la gestione dell'emergenza
Proprio la quota relativamente contenuta avrebbe contribuito a limitare gli effetti dell'incidente sui passeggeri e sull'equipaggio. "Successivamente all'incidente, l'aereo non ha, correttamente, fermato la propria risalita, per raggiungere la quota di sicurezza di 3.000 metri. È solo a quel punto che sono uscite le mascherine per l'ossigeno".