AGI - Colpo su colpo. Azione e reazione. Stati Uniti e Iran, in un botta e risposta drammatico, hanno sferrato reciproci attacchi aerei. Washington e Teheran si contendono lo strategico Stretto di Hormuz. Questo vitale corridoio per il trasporto del petrolio è un punto nevralgico della guerra in Medio Oriente, con Teheran che insiste sul controllo dello stretto, nonostante fosse aperto al libero passaggio prima degli attacchi israelo-americani di febbraio.
Dopo lo scambio di colpi di mercoledì, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco con l'Iran era "finito", ma ha lasciato aperta la porta a ulteriori colloqui e ha aggiunto che qualsiasi attacco si sarebbe concluso rapidamente. Le forze statunitensi hanno affermato che gli ultimi attacchi contro l'Iran miravano a "minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", citando i recenti raid contro navi mercantili. Attacchi Usa che hanno causato 14 morti e 78 feriti in cinque province iraniane, secondo quanto riferito dal ministero della Salute di Teheran.
L'attuale escalation Usa potrebbe durare uno o due giorni, una settimana o un mese, a seconda che l'Iran continui ad attaccare le navi nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato un funzionario americano citato dal giornalista Barak Ravid di Axios. "Gli daremo una bella lezione così capiranno che non stiamo scherzando", ha detto la fonte.
Colpito quartier generale militare a Bushehr
l suono dell'esplosione udito a Bushehr è stato causato dalla risposta della difesa aerea iraniana. Lo ha dichiarato all'agenzia di stampa statale IRNA, Ehsan Jahanian, vice governatore di Bushehr per gli affari politici e di sicurezza.
Jahanian ha aggiunto che un quartier generale militare alla periferia di Bushehr è stato colpito da quello che ha descritto come un proiettile.
Gli Usa hanno negato di aver effettuato attacchi in serata in Iran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato ad 'Al Jazeera' che nelle ultime ore le Forze armate Usa non hanno effettuato attacchi in Iran. Cio' e' in linea con quanto riportato da altri media negli Stati Uniti.
Il funzionario statunitense non ha rivelato quali siano le ipotesi dell'esercito americano sulla causa delle esplosioni di stasera in Iran.
Katz: "Pronti a riprendere gli attacchi in Iran"
Le forze armate israeliane sono pronte per una potenziale ripresa delle operazioni militari in Iran, "anche per una terza volta". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
Colloquio Trump-Netanyahu su Iran e Turchia
Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno avuto questa sera un colloquio telefonico. L'ufficio del Primo Ministro ha dichiarato che "è stato mantenuto il coordinamento tra i due Paesi su vari fronti. Il Presidente Trump ha aggiornato il Primo Ministro sulle mosse americane nel Golfo, e il Primo Ministro ha ribadito la gravita' delle dichiarazioni di Erdogan e dei suoi collaboratori contro l'esistenza dello Stato di Israele".
Le reazioni dell'Iran
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (Irgc) hanno detto di avere colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait giovedì, in risposta ai nuovi attacchi americani. Esplosioni sono state udite nella capitale del Bahrein, Manama, e il Kuwait ha riferito di aver intercettato "attacchi missilistici e con droni ostili".
Poi hanno affermato di avere colpito "infrastrutture e impianti chiave" nelle basi statunitensi di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, con missili e droni. Hanno inoltre avvertito che la loro risposta si estenderà ad altre basi nella regione qualora gli attacchi statunitensi dovessero ripetersi. "Questa è una rappresaglia per il bombardamento navale di ieri da parte dell'Iran", scrive Trump in un post su Truth Social mercoledì, "se succederà di nuovo, sarà molto peggio".
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una telefonata con il capo di Stato maggiore pakistano Asim Munir, ha messo in guardia gli Usa contro qualsiasi ulteriore "avventurismo" militare.
Secondo diversi media ufficiali, gli attacchi americani hanno colpito un ponte ferroviario nel nord-est dell'Iran, e l'agenzia di stampa ufficiale Irna ha riferito che è stata colpita una base militare nella città costiera di Bushehr, che ospita l'unica centrale nucleare civile del Paese. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha poi sostenuto di aver colpito circa 90 obiettivi militari. In precedenza, aerei da guerra erano stati uditi sopra l'isola iraniana di Kish ed esplosioni avevano scosso le città portuali di Bandar Abbas, Konarak e Chabahar, alcune delle quali sono rimaste senza elettricità, secondo quanto riportato dall'Irna.
Le parole di Donald Trump
Mercoledì sera, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, Trump ha affermato che la parte iraniana aveva "chiamato poco fa" e che desiderava "a tutti i costi raggiungere un accordo". Trump non ha fornito ulteriori dettagli sulla telefonata, ma ha continuato a mettere in dubbio il valore di un eventuale accordo, definendo gli iraniani "un po' folli".
La posizione di Teheran su Hormuz
Il capo negoziatore iraniano ha dichiarato giovedì che lo Stretto di Hormuz sarebbe stato aperto solo in base ad "accordi iraniani". "Gli Stati Uniti non hanno ancora imparato che le prepotenze e il mancato rispetto delle promesse non restano impuniti", ha affermato Mohammad Bagher Ghalibaf su X. "Sia chiaro: se colpite, sarete colpiti".
Da quando gli attacchi israelo-americani hanno scatenato la guerra a febbraio, Teheran ha insistito sul controllo dello Stretto, affermando che avrebbe imposto pedaggi per il passaggio e minacciando di colpire le navi che si discostassero dalla rotta autorizzata.
Gli ultimi attacchi giungono poco prima dei funerali di Ali Khamenei, l'ex Guida Suprema dell'Iran, uccisa allo scoppio della guerra il 28 febbraio. L'esercito iraniano ha colpito almeno tre navi nei giorni scorsi, provocando un'ampia offensiva statunitense contro obiettivi iraniani martedì.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato "tutte le parti a esercitare la massima moderazione", così come il Pakistan, mediatore chiave nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.