AGI - La Gran Bretagna spenderà quasi 300 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni per ammodernare le proprie forze armate. Lo ha annunciato il primo ministro Keir Starmer che dovrebbe lasciare l'incarico il mese prossimo dopo aver perso il sostegno dei parlamentari laburisti. L'aumento della spesa per la difesa, annunciato in occasione del lancio del piano decennale di investimenti, sarà destinato soprattutto all'acquisto di droni per scoraggiare Russia e Iran.
Le controversie sulla necessità di colmare un deficit di finanziamento di 18 miliardi di sterline avevano portato alle dimissioni di John Healey e sollevato interrogativi sugli impegni assunti dalla Gran Bretagna nei confronti della Nato, sebbene ieri il capo dell'alleanza abbia dichiarato al Guardian di essere convinto che il Regno Unito rispetterà i propri impegni. Secondo due fonti citate dal Guardian, il deficit è stato ridotto di 15 miliardi di sterline dopo che Dan Jarvis è riuscito a convincere la cancelliera, Rachel Reeves, a concedere al ministero della Difesa una somma leggermente superiore ai 13,5 miliardi di sterline promessi al suo predecessore, che si era dimesso per protesta contro il pacchetto di aiuti.
I fondi hanno permesso a Jarvis di aumentare la spesa già promessa di 4 miliardi di sterline per i droni a 5 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni, nell'ambito di un accordo che Keir Starmer era ansioso di concludere prima di lasciare l'incarico. Nell'ambito di uno degli impegni aggiuntivi ottenuti da Jarvis dal Tesoro, i commando dei Royal Marines riceveranno ulteriori motoscafi senza equipaggio, prodotti dalla Kraken Technology di Fareham, nell'Hampshire. Secondo fonti militari, se si raggiungesse un accordo di pace duraturo tra Stati Uniti e Iran, questi droni saranno impiegati nell'ambito di una missione di mantenimento della pace nello Stretto di Hormuz.
Starmer ha presentato il piano presso un'azienda del settore della difesa, giustificandolo come un'iniziativa in grado di creare posti di lavoro e rafforzare la sicurezza nazionale. Un'argomentazione simile è stata avanzata da Andy Burnham, probabile prossimo primo ministro, in un discorso tenuto lunedì a Manchester. Ha affermato che in futuro gli appalti pubblici del Regno Unito si baseranno sul "supporto ai nostri fornitori britannici affinché diventino più stabili e competitivi", principio che "si applicherà pienamente al piano di investimenti per la difesa".
Dal Pil alla difesa alle nuove fregate ibride
Starmer si era impegnato a destinare il 3,5% del PIL del Regno Unito alla difesa entro il 2035, un aumento di quasi 30 miliardi di sterline rispetto al 2,6% previsto per il 2027. Healey avrebbe voluto che Starmer portasse la spesa al 3% entro il 2030, come percorso verso l'obiettivo finale, ma il primo ministro si era accontentato di un modesto aumento al 2,68%. La Royal Navy costruirà anche sei fregate "ibride" per la difesa aerea, navi da combattimento comuni, in grado di coordinarsi con droni aerei, navali e sottomarini. Queste fregate sono destinate a sostituire gli attuali cacciatorpediniere Type 45 della marina a metà degli anni 2030 e diventeranno la principale fonte di difesa aerea marittima del Regno Unito.
L'obiettivo è di rendere le forze armate "pronte a combattere" e in grado di affrontare anche una minaccia russa entro il 2030. Secondo il piano, la spesa annua per la difesa passerà dai 54 miliardi di sterline dell'ultimo governo conservatore a quasi 80 miliardi entro il 2029, con un aumento reale del 27%. Londra passerà dal 2,3% del Pil destinato alla difesa nel 2024 al 2,7%, con una traiettoria verso il 3% nella prossima legislatura. Considerando anche sicurezza energetica e infrastrutture critiche, il livello complessivo salirà al 4,2% del Pil, ancora al di sotto dell'obiettivo Nato del 5%, ma per Starmer sufficiente a segnare "un enorme cambiamento storico" per il Paese.
Un esercito "dieci volte più letale"
Il pacchetto prevede 298 miliardi di investimenti in quattro anni, inclusi 15 miliardi di spesa aggiuntiva. Una parte rilevante sarà destinata a droni, sistemi autonomi e capacità di attacco in profondità, con 5 miliardi per tecnologie che il premier ha indicato come decisive alla luce delle lezioni della guerra in Ucraina. L'esercito britannico, ha promesso Starmer, diventerà "dieci volte più letale", con droni d'attacco accanto agli elicotteri Apache, nuovi velivoli di sorveglianza e un aumento dei sistemi low-cost a impiego singolo. La Royal Navy sarà affiancata da mezzi senza equipaggio di superficie e subacquei, mentre i Typhoon della Raf potranno operare con "gregari" autonomi.
Il premier ha difeso la scelta di finanziare il piano anche attraverso tagli o rinvii ad altri progetti di investimento, in particolare su strade ed energia, sostenendo che la priorità è rafforzare la capacità militare. Starmer ha respinto l'ipotesi di bond per la difesa, definendoli "debito con un altro nome", e ha avvertito che "non ci sono risposte facili". Secondo il governo, l'aumento della spesa militare avrà anche un impatto economico, con la creazione di 60 mila posti di lavoro. I titoli della difesa hanno reagito positivamente all'annuncio, con rialzi per BAE Systems, Qinetiq, Rolls-Royce, Babcock e Chemring. Starmer ha collegato il piano al deterioramento del quadro internazionale, citando Russia, disinformazione, sabotaggi e minacce alle infrastrutture sottomarine. "Il modo migliore per evitare la guerra è prepararsi", ha detto, aggiungendo che il Regno Unito non intende "chiudersi in sé stesso" ma "stare in piedi nei momenti di crisi".