AGI - Dal referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016, il Regno Unito ha avuto sei primi ministri: David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak e Keir Starmer. Cinque governi si sono insediati dopo il voto, ma il primo a cadere per effetto diretto della Brexit fu quello di David Cameron, che aveva convocato la consultazione per chiudere la frattura nel Partito conservatore e nel Paese. Vinse invece il Leave, con il 51,9%, e Cameron annunciò le dimissioni il giorno dopo.
Il fallimento di Theresa May e l'articolo 50
Theresa May arrivò a Downing Street nel luglio 2016 con il compito di trasformare il voto in un percorso negoziale. Il suo governo aprì l'articolo 50 del Trattato Ue, avviando formalmente il recesso, ma restò intrappolato tra Bruxelles, i falchi conservatori, gli unionisti nordirlandesi e un Parlamento senza maggioranza chiara. Le elezioni anticipate del 2017, pensate per rafforzarla, le fecero perdere la maggioranza assoluta. Il suo accordo sulla Brexit fu bocciato più volte ai Comuni e nel 2019 May fu costretta a lasciare.
Boris Johnson e il completamento del divorzio dall'Ue
Boris Johnson costruì la sua ascesa sulla promessa di "fare la Brexit". Vinse nettamente le elezioni del dicembre 2019, fece uscire formalmente il Regno Unito dall'Unione europea il 31 gennaio 2020 e chiuse il periodo di transizione alla fine dello stesso anno. Fu il leader che portò a compimento il divorzio da Bruxelles, ma non riuscì a stabilizzare il sistema politico. La pandemia, il Partygate, le tensioni interne ai Tory e una serie di scandali portarono nel 2022 alla sua caduta.
Il record negativo di Liz Truss e il caos economico
Liz Truss, scelta dagli iscritti conservatori, rimase a Downing Street meno di due mesi. Il suo governo tentò una svolta iperliberista con tagli fiscali non coperti che scatenarono la reazione dei mercati, fecero crollare la fiducia e costrinsero la Banca d'Inghilterra a intervenire. Fu la premiership più breve della storia britannica moderna e il simbolo dell'instabilità della stagione post-Brexit.
Rishi Sunak e il ritorno del Labour con Keir Starmer
Rishi Sunak subentrò nell'ottobre 2022 con l'obiettivo di ristabilire credibilità economica e disciplina politica. Ottenne un'intesa con Bruxelles sull'Irlanda del Nord, il Windsor Framework, ma arrivò alle elezioni del 2024 con un Paese segnato da crescita debole, inflazione e stanchezza verso i Tory. La sconfitta fu pesante e chiuse 14 anni di governo conservatore.
Keir Starmer vinse nel luglio 2024 riportando il Labour al potere con una larga maggioranza. Ma anche il suo governo ha faticato a trasformare il successo elettorale in consenso duraturo e ha dovuto fare i conti con il costo della vita e alcuni scandali, tra cui il 'caso Mandelson', nominato ambasciatore negli Stati Uniti nonostante i suoi legami con Jeffrey Epstein. Le dimissioni annunciate da Starmer aprono una nuova fase di transizione, l'ennesima dal caos iniziato dieci anni fa.