AGI - Amici della Coesione contro Frugali: è questo il confronto che potrebbe consumarsi stamattina al tavolo del Consiglio europeo, chiamato a discutere il dossier più caldo, quello sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione. La discussione ruoterà attorno al nodo centrale: come finanziare il futuro bilancio UE, e già emergono distanze significative. Da circa una settimana la presidenza cipriota ha presentato la sua proposta negoziale, la cosiddetta "nego box", che prevede un taglio del 2% rispetto alla proposta della Commissione e, per la prima volta, indica le cifre dei singoli capitoli di spesa. Questo ha permesso agli Stati membri di raggiungere accordi provvisori sui principali blocchi del futuro bilancio: architettura, piani nazionali e regionali, competitività europea e Global Europe.
Le strategie dei leader e l'asse Italia-Spagna
L'obiettivo di chiudere entro fine anno si scontra però con le esigenze elettorali di diversi Paesi tra cui Italia, Francia, Spagna e Polonia che potrebbero utilizzare lo scontro con Bruxelles come leva politica. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, punta a concludere i negoziati entro dicembre, con l'obiettivo non dichiarato di sottrarre la discussione, e gli eventuali blocchi, alla propaganda elettorale nazionale. Ma il premier spagnolo Pedro Sánchez, arrivando al Consiglio, ha frenato: "Il governo spagnolo esprime il suo scetticismo perché le divergenze sono ancora sostanziali e crediamo che ci sia molto lavoro da fare". Sul tema, Madrid ha consolidato un asse con Roma. Prima dell'inizio dei lavori, Italia e Romania hanno riunito il gruppo degli Amici della Coesione, in un incontro ospitato dalla premier italiana Giorgia Meloni. In una nota diffusa da Palazzo Chigi al termine del vertice Meloni-Sánchez, si legge che "i leader hanno concordato sull'opportunità di una linea comune Italia-Spagna sul prossimo bilancio dell'Unione Europea, con l'obiettivo di introdurre finanziamenti per nuove priorità strategiche competitività, innovazione, sicurezza, autonomia strategica ed energia senza ridurre la politica di coesione, considerata essenziale per il Mercato unico, gli investimenti e la riduzione dei divari territoriali".
L'opposizione dei Frugali e l'agenda sul Medio Oriente
A complicare il quadro è il gruppo dei cosiddetti Frugali Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Svezia e Austria che chiedono tagli fino a 400 miliardi rispetto alla proposta cipriota, oltre a sconti e maggiori contributi nazionali. L'obiettivo della giornata è raccogliere i primi orientamenti politici, rinviando il negoziato vero e proprio al Consiglio europeo di ottobre. A seguire, i leader UE affronteranno gli ultimi sviluppi in Medio Oriente: il conflitto in Iran e il suo impatto sui prezzi dell'energia; la situazione umanitaria a Gaza e in Cisgiordania; gli sviluppi in Libano, incluso il sostegno europeo al cessate il fuoco e allo Stato libanese.
Le bozze di conclusioni sulla Cisgiordania e la Flotilla
Nelle bozze di conclusioni si legge che "il Consiglio europeo condanna la continua e crescente violenza dei coloni contro i civili palestinesi, chiede che i responsabili siano chiamati a risponderne e accoglie con favore l'adozione di misure restrittive contro i coloni estremisti e le entità che sostengono tali violenze". Il documento contiene anche un riferimento alla Flotilla, condannando "i maltrattamenti subiti dai detenuti, compresi cittadini europei, a seguito dell'intercettazione della flottiglia", e invita il Consiglio a "proseguire i lavori su misure restrittive contro i ministri estremisti che incitano e promuovono violazioni dei diritti umani". Il vertice di oggi non dovrebbe produrre decisioni definitive, ma segnerà il perimetro politico entro cui si muoverà il negoziato autunnale. Con posizioni ancora distanti e un clima internazionale sempre più instabile, il bilancio UE si conferma il banco di prova della capacità degli Stati membri di trovare un compromesso.