AGI - Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià di Persia, prevede che l'accordo raggiunto dagli Stati Uniti con l'Iran "fallirà" e ha definito l'intesa "moralmente riprovevole" e "strategicamente fallimentare".
Indicato (forse mai in maniera davvero credibile) da alcuni esperti e da se stesso come possibile alternativa al regime degli ayatollah, Pahlavi Jr., 66 anni, figlio dell’ex scià e Farah Diba, vede ora allontanarsi definitivamente l’opportunità di occupare il trono che fu di suo padre fino al 1979.
Critiche all'accordo con l'Iran
"Qualsiasi accordo con questo regime fallirà. Non ci si può fidare", ha detto Pahlavi in un'intervista al Times, "continuerà a ricattare il mondo, opprimendo i coraggiosi e innocenti iraniani e seminando terrore e instabilità nella regione e a livello internazionale, persino nelle strade del Regno Unito".
Accuse al regime e prospettive future
"Raggiungere un accordo con un regime che ha massacrato 40.000 manifestanti in due giorni a gennaio (una cifra che non è stata verificata in modo indipendente, nda) è moralmente sbagliato e strategicamente fallimentare. Sarà controproducente", ha affermato, "ma sia chiaro: con o senza il sostegno internazionale, questo regime cadrà. Il popolo iraniano si libererà dalla tirannia. È incompatibile con il mondo libero". "Il nocciolo del problema è il regime stesso, la sua natura. Non c'è modo che questo regime, con la sua mentalità, possa adattarsi al mondo, in particolare al mondo libero. È semplicemente incompatibile", ha insistito il figlio dello scià deposto nel 1979.