AGI - Passaggio gratuito o no per attraversare Hormuz? In attesa di una risposta, Donald Trump su Truth fa sapere che venerdì lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto. "Le navi cominciano a muoversi, molte cariche di petrolio, fuori dallo Stretto. Stanno percorrendo l'“Autostrada” meridionale, che è totalmente sicura, protetta e incontaminata. Ci sono altre aree di transito", dichiara Trump.
"Credo che molte grandi cose accadranno in Medio Oriente adesso, e soprattutto il prezzo del petrolio sta crollando e la borsa sta salendo alle stelle - ha detto Trump, all'inizio dell'incontro bilaterale a Evian con il padrone di casa, il presidente francese Emmanuel Macron.
"Non credo che avremo bisogno di molto aiuto" sullo Stretto di Hormuz "perché abbiamo un accordo che prevede che il passaggio sia aperto. E non ci saranno pedaggi". Ha detto il presidente Usa Trump a Macron.
Trump ha aggiunto di essere "dispiaciuto" di essere stato costretto a "tornare all'attacco per due notti" in Iran precisando che spera che con l'accordo con Teheran si instauri un "buon rapporto e che andremo d'accordo".
Gli Stati Uniti manterranno "l'attuale postura militare durante la prossima fase dei negoziati", ha dichiarato un alto funzionario americano parlando con i giornalisti. "La riduzione avverrà con l'accordo definitivo", ha spiegato.
Nonostante l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, e la promessa di una prossima riapertura di Hormuz, la confusione è ancora tanta.
Cauti gli armatori
Le principali organizzazioni del trasporto marittimo, infatti, invitano alla prudenza. Per armatori e operatori del settore, le condizioni di sicurezza non consentono ancora una ripresa immediata della navigazione. Il gigante dei mari, la danese Maersk, ha dichiarato di “accogliere con favore” l'accordo annunciato da Stati Uniti e Iran, ma ha precisato che “è troppo presto per valutarne l'impatto e che al momento non sono previsti cambiamenti per le attività del gruppo in Medio Oriente”.
Ieri il presidente americano aveva salutato l'intesa con Teheran invitando le navi di tutto il mondo a “mettere in moto i motori” e a riprendere il traffico commerciale. Secondo l'agenzia iraniana Mehr, il memorandum d'intesa tra i due Paesi prevede la riapertura dello Stretto entro 30 giorni. Tuttavia centinaia di petroliere e navi mercantili restano bloccate nel Golfo Persico dopo mesi di conflitto.
“Le dichiarazioni dei leader non forniscono ancora informazioni sufficienti su aspetti fondamentali come le tempistiche e le rotte sicure”, ha affermato Jakob Larsen, responsabile della sicurezza dell'associazione armatoriale internazionale BIMCO. Secondo Larsen, “la situazione della sicurezza per l'industria marittima rimane volatile” e sarebbe ancora “molto rischioso” riprendere immediatamente i transiti.
Sulla stessa linea anche Intertanko, l'associazione internazionale dei proprietari di petroliere. Il direttore marittimo Phillip Belcher ha invitato le compagnie a mantenere “un approccio prudente” almeno fino alla firma ufficiale dell'accordo prevista venerdì. Il direttore generale dell'organizzazione, Tim Wilkins, ha inoltre chiesto a Stati Uniti e Iran di garantire che Hormuz sia “libero dalla minaccia delle mine” che sarebbero state posate durante il conflitto.
Fonti Usa: intesa firmata da Trump, Vance e Ghalibaf
Il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran è stato firmato elettronicamente dal presidente americano, Donald Trump, dal vice JD Vance e, per la parte iraniana, dal presidente del Parlamento, Mohamed Bagher Ghalibaf. Lo riportano diversi media americani citando un funzionario Usa.
Sempre secondo la stessa fonte, il memorandum prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale americano.
Situazione dei marittimi e corridoi sicuri
L'Organizzazione marittima internazionale (Imo) stima che circa 20mila marittimi siano attualmente bloccati sulle navi presenti nell'area e riferisce che undici lavoratori del settore hanno perso la vita durante la crisi. L'agenzia delle Nazioni Unite ha reso noto di essere al lavoro con Oman, Iran e gli altri Stati costieri per definire corridoi sicuri destinati sia all'evacuazione degli equipaggi rimasti intrappolati sia alla ripresa del commercio internazionale. Anche la Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti (Itf) ha messo in guardia da un eccessivo ottimismo. Secondo il sindacato, l'accumulo di navi ferme e la necessità di effettuare cambi di equipaggio e periodi di riposo per i marittimi fanno sì che il ritorno alla normalità nei traffici marittimi possa richiedere “settimane, se non mesi”.
Tariffe e servizi iraniani
Teheran ha fatto sapere che non richiederà pedaggi alle navi nello Stretto di Hormuz ma applicherà tariffe per i servizi marittimi. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, all'indomani dell'annunciata intesa tra Usa e Iran di cui non si conoscono ancora i dettagli. “L'Iran ha sempre affermato di non voler riscuotere pedaggi. Tuttavia, in cambio dei servizi che forniremo, tra cui servizi di navigazione, protezione ambientale, eventuale assicurazione navale e altri servizi che saranno forniti da Iran e Oman, saranno riscosse le tariffe necessarie”.
L'auspicio di Usa e Francia
“Ci aspettiamo che lo Stretto rimanga accessibile senza pedaggio a lungo termine, e questo è uno degli aspetti che cercheremo di definire in questi negoziati tecnici”, ha dichiarato il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, in un'intervista a Cnbc.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso che “farà di tutto” per garantire che l'Iran non imponga pedaggi sul fondamentale canale di navigazione dello Stretto di Hormuz. Parlando a TF1 TV poche ore dopo l'accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente, Macron ha affermato che una missione congiunta franco-britannica per garantire l'apertura dello stretto è pronta a partire “molto rapidamente”, con la portaerei ammiraglia francese Charles de Gaulle pronta a entrare nella zona “entro due o tre giorni”.
La posizione dell'Italia
"Nella notte - ha dichiarato la premier Giorgia Meloni - abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d'intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa".
"L'Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo. I principi sono chiari: l'Iran non può dotarsi dell'arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e, fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz", ha concluso Meloni.