AGI - Negli ultimi atti dell'inchiesta depositati dalla Procura alle parti emerge il tema dei risarcimenti ai feriti al 'Le Constellation' che non sono stati in ospedale almeno per una notte. Lo solleva l'avvocato svizzero Valentin Descombes che assiste M.M., una di queste persone.
"Non tutte le vittime dell'incendio di Crans-Montana hanno beneficiato e beneficiano dell'indennità di 10.000 franchi svizzeri così come di quella di 50.000 franchi versata dalle autorità. Per una ragione che ignoro, le autorità hanno deciso di non concedere tali importi alle persone che non sono state ricoverate in ospedale per almeno una notte, indipendentemente dal fatto che presentino gravi conseguenze, in particolare psicologiche o psichiatriche, a seguito dell'evento e che queste siano certificate da documentazione medica". Un mancato riconoscimento che, spiega il legale, stride con "la chiara giurisprudenza del Tribunale federale in materia".
L'intervento dell'ambasciatore italiano e la posizione del Canton Vallese
"È il caso di F.A., italiana, che è stata visitata ma non ricoverata al pronto soccorso del San Raffaele a Milano dove è stata operata alla gamba qualche settimana dopo - spiega all'AGI l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado -. Ho investito della questione il Dipartimento della Salute del Canton Vallese che le ha riconosciuto comunque il diritto agli indennizzi previsti dalla Legge per l'Assistenza alle Vittime, fino a 200.000 franchi a seconda della situazione finanziaria della famiglia. Al tempo stesso il Canton Vallese ha chiesto alla Procura di Sion di poter acquisire i documenti dell'autorità giudiziaria dove figura il nome di F.A. Non appena lo riceverà il Cantone potrà versarle i contributi di 10.000 e 50.000 franchi".