AGI - Entra oggi in vigore il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. La riforma del sistema di gestione della migrazione è stata adottata definitivamente dal Consiglio dell'Ue nel maggio 2024 e, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue nel giugno successivo, gli Stati membri hanno avuto a disposizione due anni per la piena implementazione delle norme previste. Fra gli atti legislativi previsti dal pacchetto (10), la normativa sulla gestione dell'asilo e della migrazione è l'elemento principale.
Il nuovo Patto sulla migrazione varato dall'Ue
Il Patto dovrebbe sostituire il Regolamento Dublino, che stabilisce norme per determinare quale Stato membro è competente per l'esame di una domanda di asilo. Per bilanciare il sistema in base al quale pochi Stati membri di ingresso (tra cui l'Italia) sono responsabili della stragrande maggioranza delle domande di asilo, le nuove norme prevedono un nuovo meccanismo di solidarietà obbligatorio, nonché misure per prevenire abusi e movimenti secondari. Per aiutare i Paesi sottoposti a forte pressione migratoria, altri Stati membri potranno quindi scegliere tra ricollocare i richiedenti asilo nel loro territorio, versare contributi finanziari o fornire supporto operativo.
Contributi e criteri di ripartizione
Il calcolo del contributo di ciascuno Stato membro si basa sulla dimensione della popolazione e sul suo Pil, mentre ogni Paese è libero di decidere il tipo di contributo da portare o una combinazione di questi. Il secondo file è il Regolamento sulla procedura di asilo, che stabilisce una procedura comune a livello dell'Ue per la concessione o la revoca della protezione internazionale, in sostituzione delle diverse procedure nazionali. Contiene norme sulla procedura di frontiera che consentono una rapida valutazione alle frontiere esterne se le domande sono infondate o irricevibili.
Procedure di frontiera e tempi
L'obiettivo è rendere le procedure di asilo e di rimpatrio alle frontiere più rapide ed efficaci, portandole a un massimo di 12 settimane e introducendo una procedura obbligatoria alle frontiere di ogni Stato membro. Inoltre, la misura permette di accelerare il trattamento delle domande di asilo e di prevedere termini più brevi per le domande chiaramente infondate o inammissibili.
Rimpatri e casi specifici
I richiedenti asilo le cui richieste verranno respinte dovrebbero essere rimpatriati in meno di 12 settimane. La procedura si applica soprattutto a determinate categorie (ad esempio richiedenti provenienti da Paesi con basso tasso di riconoscimento dell'asilo o casi considerati manifestamente infondati).
Categorie soggette alla procedura
Le persone considerate un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico, o se il richiedente ha ingannato le autorità presentando false informazioni sulla identità o sulla nazionalità, e quelle provenienti da Paesi con tassi di riconoscimento dell'asilo inferiori al 20%, saranno sempre soggette alla procedura di asilo alla frontiera immediatamente dopo lo screening.
Esclusioni e capacità di accoglienza
Sono esclusi dalla procedura i minori non accompagnati, a meno che non rappresentino un pericolo per la sicurezza. La capacità adeguata a livello dell'Ue per lo svolgimento delle procedure di frontiera sarà di 30 mila posti di accoglienza e gli Stati membri dovranno garantire di essere in grado di svolgere le procedure di frontiera sul proprio territorio. Ciascun Paese avrà un numero massimo di domande (tetto annuale) da esaminare nella procedura di frontiera, che sarà determinato dalla Commissione europea. Fino al 12 giugno 2027, per l'Italia, il numero massimo è fissato a 16 mila domande.
Regolamento sulle situazioni di crisi
Nel nuovo Patto è poi compreso il Regolamento sulle situazioni di crisi, che stabilisce norme procedurali e la rapida attivazione di meccanismi di solidarietà, oltre che misure a sostegno degli Stati membri, per rispondere a situazioni di crisi migratoria. Di fronte a una situazione di estremo afflusso di migranti, lo Stato membro interessato potrà presentare una richiesta motivata alla Commissione, che valuterà la situazione entro due settimane e adotterà una decisione in merito. Lo Stato membro, in caso di risposta positiva, potrà chiedere di applicare misure temporanee speciali, tra cui una proroga di alcuni termini procedurali; l'utilizzo più ampio delle procedure di frontiera; una maggiore flessibilità nella gestione delle domande di asilo; e un sostegno rafforzato da parte degli altri Stati membri.
Contrasto alla strumentalizzazione
Le norme contro la crisi mirano anche a contrastare la strumentalizzazione dei migranti, ovvero la situazione in cui Paesi terzi o attori non statali ostili utilizzano i migranti per destabilizzare l'Ue, come sono state più volte accusate di fare Russia e Bielorussia.
Riforma del sistema Eurodac
La riforma del regolamento Eurodac, invece, è stata approvata per permettere di identificare in modo più efficace chi arriva sul territorio dell'Ue, aggiungendo le immagini del volto alle impronte digitali quando viene effettuato il primo screening alle frontiere esterne. Riguarderà tutti i migranti che entrano irregolarmente in Ue, che chiedono asilo, che sono sbarcati dopo operazioni di salvataggio in mare o, in alcuni casi, anche casi legati al rimpatrio o soggiorno irregolare già accertato. Il salvataggio di foto e impronte si applicherà anche ai minori a partire dai sei anni di età. Un database comune raccoglierà informazioni più precise e complete per rilevare movimenti non autorizzati. I dati dovranno inoltre essere conservati più a lungo. Eurodac sarà anche più integrato con altri database europei, con l'obiettivo di avere un quadro completo dei movimenti irregolari. Fra le norme più importanti, infine, anche il Regolamento di screening, collegato alla riforma del sistema Eurodac.
Nuove norme di screening
Le nuove norme di screening mirano a stabilire regole uniformi che garantiscano controlli e una corretta registrazione dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo che entrano nell'Ue, nonché un collegamento senza soluzione di continuità con le successive procedure di rimpatrio o di asilo, oltre che ad aumentare la sicurezza all'interno dello spazio Schengen. Le persone che non soddisferanno i requisiti per entrare nell'Ue, o che sono state fermate dopo l'attraversamento irregolare delle frontiere, saranno soggette a una procedura di screening pre-ingresso, che comprenderà l'identificazione, la raccolta dei dati biometrici e controlli sanitari e di sicurezza.
Tempi e garanzie dei controlli
Lo screening dovrà essere completato entro un lasso di tempo limitato: 7 giorni per lo screening alle frontiere esterne e 3 giorni per lo screening delle persone fermate all'interno del territorio. È previsto anche un indirizzamento rapido alle procedure appropriate (procedura di frontiera per l'asilo, procedure di frontiera ordinarie per l'asilo o il rimpatrio); e un monitoraggio indipendente del rispetto dei diritti fondamentali durante le procedure di controllo e di frontiera. Verranno prese in considerazione le esigenze specifiche dei bambini e ogni Paese avrà un meccanismo di monitoraggio indipendente per garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Il Patto comprende anche norme per armonizzare la protezione e i diritti dei richiedenti asilo negli Stati membri, nuove norme per migliorare le condizioni di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, e un nuovo quadro per l'adozione di un piano di reinsediamento e protezione umanitaria.