AGI - Raffica di esplosioni in Iran. Gli Stati Uniti hanno lanciato una ondata di attacchi contro molteplici obiettivi. Media iraniani hanno riferito di esplosioni a Sirik, città portuale nell'Iran meridionale, che si affaccia sullo Stretto di Hormuz. Poco prima era stato il capo del Pentagono a preannunciare "attacchi netti e potenti" contro l'Iran.
Esplosioni in Iran
Esplosioni sono state udite anche sull'isola di Kish nel Golfo Persico. A Teheran è stata attivata l'antiaerea. I media statali iraniani riferiscono di un'esplosione nella città portuale iraniana di Bandar Abbas. Altre esplosioni si registrano a Qeshm e Hengam causate da "proiettili militari".
Gli Usa: "Iniziati gli attacchi di autodifesa in Iran"
"Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato a lanciare ulteriori colpi di autodifesa contro molteplici obiettivi in Iran, su indicazione del Comandante in Capo", lo scrive il Comando centrale sul suo account su X. "I colpi sono in risposta all'aggressione ingiustificata e continuata dell'Iran".
E Trump, secondo Axios, si è riunito nella situation room con il suo team di sicurezza nazionale per valutare "un'operazione lampo e su vasta scala" contro il regime degli ayatollah mirata a costringere Teheran a convergere sulle condizioni dettate dagli Stati Uniti.
Trump nella situation room
Trump ha incontrato il suo team per la sicurezza nazionale per discutere di possibili nuovi attacchi contro l'Iran, poche ore dopo aver dichiarato ai giornalisti che gli Stati Uniti li avrebbero "colpiti di nuovo duramente oggi", secondo quanto riferito da due fonti statunitensi ad Axios. Le fonti hanno affermato che una delle opzioni che Trump sta considerando è il lancio di un'operazione su vasta scala ma di breve durata, con l'obiettivo di spingere l'Iran a cambiare la sua posizione nei negoziati.
Trump: "Colpiremo con durezza l'Iran"
L'accordo tra Iran e Stati Uniti "è del tutto negoziato" e "tutto quello che devono fare è firmarlo". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, ai cronisti nello Studio Ovale. "L'Iran non può avere un'arma nucleare e non la avranno, e lo hanno accettato", ha aggiunto.
Il presidente americano ha poi rivelato che oggi le forze armate Usa "colpiranno" l'Iran "con durezza". "Oggi li attaccheremo e li attaccheremo molto duramente, riprenderemo a bombardare. Abbiamo il diritto di farlo. Hanno abbattuto il nostro elicottero. Ho lavorato con l'Iran per alcuni mesi e dovrebbero firmare l'accordo. È un buon accordo", ha sottolineato Trump, assicurando che "il Pakistan sta ancora lavorando per un'intesa con l'Iran". "Credo che vorranno fare un accordo", ha aggiunto.
Poco dopo aver lanciato l'ennesima minaccia all'Iran, il presidente Usa ha detto che il suo desiderio in vista del compleanno - compirà 80 anni il 14 giugno - è "la pace nel mondo".
Hegseth: "I nostri attacchi saranno netti e potenti"
Anche il Pentagono preannuncia attacchi potenti contro l'Iran. "Gli attacchi contro l'Iran che avverranno stanotte saranno netti e potenti", ha detto il Segretario alla Guerra Pete Hegseth a Cuba. "Se avverranno domani sera, saranno comunque potenti e netti. In ogni caso, l'Iran ha la possibilità di raggiungere un accordo. Questo è il punto".
Trump rivela: "Il mese scorso missione segreta a Hormuz"
"Il mese scorso ho incaricato le nostre Forze Armate statunitensi di condurre una missione segreta a supporto delle petroliere e di altre navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz. Oggi sono lieto di annunciare che questo sforzo ha permesso a oltre 100 milioni di barili di petrolio di attraversare lo Stretto e di raggiungere il mercato libero", rivela Trump su Truth. "Più di 200 navi mercantili hanno attraversato lo Stretto in sicurezza. Questo straordinario successo è dovuto al fatto che gli Stati Uniti D'America controllano lo Stretto di Hormuz, non l'Iran. Il loro esercito è stato sconfitto e la loro economia è perduta. Per l'Iran è finita!"
Teheran: "Siamo pronti a rispondere"
Le forze iraniane restano in stato di massima allerta e Teheran afferma che, in caso di attacco, prenderà di mira ulteriori interessi statunitensi, respingendo l'idea di un'"escalation controllata" da parte di Washington, lo riferisce l'agenzia Tasnim.
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha affermato mercoledì che le minacce del presidente statunitense Donald Trump di attaccare le infrastrutture iraniane sono "un segno di disperazione", non una dimostrazione di forza. "Le infrastrutture critiche sono la linfa vitale della popolazione di una nazione. Minacciare di attaccarle – dalle reti di trasporto ai settori dell'elettricità e dell'acqua – non è una dimostrazione di forza, ma un segno di disperazione di fronte alla determinazione di una nazione", ha scritto Pezeshkian su X. Il presidente iraniano ha affermato che il suo Paese "resisterà fermo di fronte a qualsiasi pressione o minaccia grazie alla conoscenza e all'esperienza dei suoi specialisti, nonché all'unità e alla solidarietà nazionale".
Reazione delle forze armate iraniane
Intanto, il portavoce delle Forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi, ha avvertito che l'Iran ha dimostrato di poter rispondere con decisione alle minacce statunitensi, dopo che Trump ha affermato di essere sul punto di ordinare nuovi attacchi contro centrali elettriche e ponti iraniani. In dichiarazioni riportate dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, Shekarchi ha avvisato che Teheran ha risposto a tutte le minacce di Trump e anche questa volta "non si tirerà indietro".
Non solo Iran: Trump avvisa Canada e Messico
Trump è tornato poi a minacciare i Paesi vicini, Canada e Messico. "Non abbiamo bisogno di niente di ciò che ha il Canada, non abbiamo bisogno di nulla di ciò che ha il Messico. Invece loro hanno bisogno di tutto ciò che abbiamo noi. E devono trattarci meglio", ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. E parlando di Iran, il numero uno di Washington ha fatto un parallelo con il Venezuela: "Il Venezuela è diventato un Paese felice, che ci crediate o no, e stiamo prendendo da loro milioni di barili di petrolio, e poi siamo andati in Iran, e in pratica abbiamo fatto la stessa cosa".
Gli Usa colpiscono una petroliera nel Golfo dell'Oman che stava violando il blocco navale
Un aereo da guerra americano ha aperto il fuoco e messo fuori uso una petroliera nel Golfo dell'Oman che stava tentando di trasportare petrolio dall'Iran, violando il blocco statunitense. Lo ha affermato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un post su X. L'aereo "ha sparato munizioni di precisione nella sala macchine della nave dopo che l'equipaggio si era ripetutamente rifiutato di obbedire alle direttive delle forze americane", aggiunge il CentCom, che identifica la nave come la M/T Settebello, battente bandiera di Palau.