AGI - Le sanzioni funzionano e per questo la Commissione Europea ha deciso di andare avanti varando un nuovo pacchetto contro la Russia, il ventunesimo dall'invasione dell'Ucraina. "La nostra coerenza nell'applicazione dei pacchetti di sanzioni sta dando risultati" ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, rinnovando l'impegno a indebolire l'economia russa. In Russia, ha detto per sottolineare il successo delle misure, l'inflazione è vicina al 6%, mentre i tassi di interesse sono al 14,5%.
Effetti delle sanzioni
"Due terzi delle attività liquide del suo fondo sovrano sono scomparse. Le entrate energetiche sono diminuite di circa il 40% all'inizio del 2026. Questo è il vero costo della guerra di Putin per i cittadini russi", ha dichiarato von der Leyen.
I pilastri del pacchetto
La presidente della Commissione ha poi illustrato il contenuto del nuovo pacchetto, basato su tre pilastri: energia, servizi finanziari/criptovalute e commercio. Sull'energia, la Commissione proporrà uno stop al meccanismo di adeguamento del price cap - introdotto nel 18esimo pacchetto - sul petrolio russo fino a gennaio 2027, congelandolo a 44,1 dollari al barile per limitare le conseguenze dei rincari dovuti alla guerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Misure sul settore energetico
La Commissione propone inoltre di aggiungere altre 30 navi all'elenco delle navi della flotta ombra, oltre alle 632 già sanzionate, prendendo di mira per la prima volta anche le navi che assistono la flotta ombra fornendo, ad esempio, servizi di bunkeraggio e altri servizi. Colpite anche infrastrutture critiche, come porti, aeroporti e raffinerie che commerciano o lavorano petrolio russo. Infine, l'esecutivo europeo propone di limitare la vendita di metaniere (navi per il Gnl) alla Russia, come già fatto per le petroliere.
Sanzioni finanziarie e criptovalute
Sui servizi finanziari, per la prima volta, la Commissione introdurrà la possibilità di un divieto totale di transazioni in criptovalute verso Paesi terzi. Prevista anche l'estensione del divieto di transazione ad altre 31 banche russe e a 20 banche, società o piattaforme di criptovalute e operatori petroliferi di Paesi terzi, che hanno fornito servizi a entità e individui russi sanzionati o che hanno eluso le misure Ue.
Restrizioni commerciali
Sul commercio, la Commissione propone nuove restrizioni all'esportazione di beni e tecnologie utilizzati dall'industria militare russa, come metalli e leghe impiegati nei settori aerospaziale e della difesa; insieme a nuovi divieti all'importazione per una serie di beni per un valore di 60 milioni di euro, che includono alcuni metalli, minerali metallici o componenti per auto. Non inclusa, a quanto apprende l'AGI, l'allumina, materiale utilizzato per la produzione di alluminio e quindi sia nell'industria bellica che in quella automobilistica. Nei giorni scorsi un'inchiesta giornalistica aveva portato alla luce le continue esportazioni del materiale verso la Russia da parte dell'Irlanda, ma per l'esecutivo europeo la diversificazione sull'allumina - su cui l'Ue è ancora quasi totalmente dipendente da fornitori esterni - resta ancora troppo complicata da realizzare per imporre sanzioni sul breve termine.
Focus sui droni
Per quanto riguarda i droni, inoltre, la Commissione propone nuovi divieti all'esportazione di attrezzature di supporto a terra, oltre a sistemi di disturbo e di lancio, e nuovi divieti all'importazione per una serie di beni come metalli, minerali metallici o componenti per auto per un valore di 60 milioni di euro.
Settore pesca e nuove restrizioni
Per la prima volta viene anche incluso "uno degli ultimi grandi settori non ancora sanzionati", ovvero la pesca: attraverso restrizioni sostanziali alle importazioni di alcuni prodotti ittici e un divieto totale per altri, incluso il merluzzo. Dovrebbero inoltre essere allineate le restrizioni commerciali con la Bielorussia, affinché non possa fungere da porta d'ingresso alternativa per il commercio russo.
Divieto di ingresso nell'Ue
Infine, per la prima volta la Commissione europea propone di vietare l'ingresso nell'Ue a chiunque abbia prestato servizio nelle Forze armate russe dall'inizio della guerra. "L'Europa resterà off-limits per chiunque abbia partecipato all'invasione dell'Ucraina", ha commentato von der Leyen.