AGI - A due giorni dall'annuncio della tregua tra Israele e Libano continuano tensioni e scontri tra i due Paesi del Medio Oriente. L'esercito di Beirut ha reso noto che diversi suoi soldati sono stati uccisi in un attacco israeliano contro un veicolo nel Sud del Paese. "Diversi militari, tra cui un ufficiale, sono stati uccisi in un barbaro raid israeliano contro un veicolo militare sulla strada Khardali-Nabatieh", ha fatto sapere l'esercito in una nota pubblicata su X. In base alla tregua condizionata, Hezbollah dovrebbe cessare i suoi attacchi contro Israele e ritirarsi dalle zone vicino al confine, mentre l'esercito libanese dovrebbe dispiegarsi in nuove "zone pilota" nell'area, dove eserciterà il controllo esclusivo. Sempre a detta dell'esercito libanese le vittime del raid aereo sono un alto comandante, un altro ufficiale e un soldato.
L'attacco ha colpito un veicolo militare su una strada tra Kfar Tebnit e Khardali, nella zona di Nabatieh, "provocando la morte di due ufficiali, con il grado di generale di brigata e capitano, e di un soldato", hanno reso noto le Forze Armate libanesi, citate dal Times of Israel. Ma non è finita qui perché almeno sei persone -secondo i media libanesi - sono morte e altre quattro sono rimaste ferite in un attacco israeliano al villaggio di Al-Saksakiyeh, nel Sud del Libano.
La versione di Israele
A stretto giro sull'accaduto è giunta la replica israeliana che ha ammesso di aver ucciso "per errore" i soldati libanesi. Nel dettaglio il veicolo colpito dal raid aereo è stato individuato mentre si muoveva "in modo sospetto" vicino alla città di Tebnit, all'interno di quella che l'esercito definisce una "zona di combattimento attiva", precedentemente evacuata e dove, sempre secondo le autorità israeliane, vi erano indicazioni di attività del gruppo sciita.
L'esercito israeliano ha sostenuto che l'attacco è avvenuto dopo l'individuazione del veicolo e in risposta a una "minaccia concreta" di fuoco contro le sue truppe schierate nella zona, aggiungendo che l'operazione era diretta "contro Hezbollah e non contro l'esercito libanese. Le Forze di Difesa Israeliane stanno indagando sull'incidente e ne trarranno le dovute conclusioni", conclude il comunicato. Gli attacchi israeliani sono proseguiti per tutta la notte e la mattinata di sabato nel Libano meridionale, con bombardamenti in quasi tutti i distretti, tra cui Nabatieh, Sidone, Tiro, Jezzine Marjayoun e Bint Jbeil. L'esercito libanese non partecipa alla guerra tra Israele e il gruppo sciita libanese Hezbollah, sebbene sia stato bersaglio di numerosi attacchi dall'inizio del conflitto.
Fronte diplomatico
Sul fronte diplomatico si è mosso il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che ha esortato il presidente libanese Joseph Aoun, il quale aveva chiesto a Teheran di smettere di "interferire" negli affari del suo Paese, a "salvare" il Libano dal suo "vero nemico", Israele. "A giudicare dalle dichiarazioni di Aoun, si potrebbe pensare che l'Iran abbia occupato un quinto del Libano, sfollato un quarto della popolazione libanese e bombardato quotidianamente il Paese. Se il Libano fosse una merce di scambio per l'Iran, avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa. Salvi il Libano dal suo vero nemico, signor presidente", ha scritto Araghchi su X.