AGI - La guerra contro l'Iran ha rappresentato "una battuta d'arresto" per gli Stati Uniti e Israele, ai quali Teheran ha inferto un "colpo decisivo". A dichiararlo è stata la Guida Suprema della Repubblica Islamica, Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto diffuso in occasione dell'anniversario della morte del fondatore del regime, Ruhollah Khomeini.
Nel suo discorso, la Guida Suprema ha ammonito che gli Stati Uniti e Israele starebbero cercando di "dividere" la nazione iraniana, dopo aver subito una "sconfitta schiacciante" nel conflitto lanciato contro il suo Paese. "Il loro strumento principale per indebolire l'Iran è seminare dubbi, disperazione, paura, sfiducia e divisione", ha scritto Khamenei nella dichiarazione letta ad alta voce, ribadendo che "il nemico malevolo" sia andato incontro a un pesante insuccesso sul campo di battaglia.
L'allarme dell'Aiea: siti nucleari inaccessibili da un anno
Parallelamente alle tensioni sul campo, si registra il duro monito dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. L'Aiea ha infatti lanciato l'allarme per l'impossibilità di accedere ai siti nucleari iraniani, chiedendo formalmente a Teheran di consentire nuove verifiche. In un documento riservato, l'organismo internazionale evidenzia come la mancanza di ispezioni rappresenti una seria "causa di preoccupazione per la proliferazione", invitando l'Iran a "cooperare in modo costruttivo".
"Sebbene l'Agenzia riconosca che gli attacchi militari contro le strutture e i siti nucleari iraniani abbiano creato una situazione senza precedenti, è fondamentale poter condurre attività di verifica in Iran senza indugio", si legge nel testo firmato dall'agenzia dell'Onu.
I dati sull'uranio prima degli attacchi del 2025
I timori della comunità internazionale affondano le radici nei dati storici del programma nucleare di Teheran. Prima degli attacchi statunitensi sferrati nel giugno del 2025, l'Aiea stimava che l'Iran possedesse circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60 percento, una soglia vicina al 90 percento necessario per fabbricare una bomba atomica e ben al di sopra del limite del 3,67 percento che era stato fissato dall'accordo del 2015.
Da un anno a questa parte, tuttavia, il governo iraniano rifiuta categoricamente l'accesso degli ispettori nei siti che erano stati colpiti dai raid statunitensi e israeliani. "La mancanza di accesso dell'agenzia da quasi un anno per verificare l'uranio altamente arricchito e l'uranio a basso arricchimento è motivo di preoccupazione per la proliferazione", si sottolinea nel report, nel quale il direttore generale Rafael Grossi invita l'Iran a mostrare un coinvolgimento costruttivo per facilitare la piena attuazione delle salvaguardie.
Nuovo scontro in mare: colpita nave statunitense
La tensione resta altissima anche sul fronte militare marittimo. La Marina iraniana ha infatti annunciato di aver preso di mira il centro di comando e controllo di un cacciatorpediniere statunitense, un'azione presentata da Teheran come una risposta immediata ad "azioni ostili" che erano state condotte contro le navi della Repubblica Islamica. A riportare la notizia è stata l'agenzia di stampa locale Tasnim.