AGI - Ucraina, Moldova, Albania, Montenegro e probabilmente anche l'Islanda sono i Paesi che aspirano a far parte della famiglia europea. Paesi con percorsi di adesione da iniziare, in corso o interrotti nel corso degli ultimi anni.
Ma come si fa per entrare a far parte dell'Unione europea? La procedura parte da un presupposto chiaro: ogni Stato europeo che rispetti i valori democratici dell'Unione e si impegni a promuoverli può presentare domanda di adesione, come ricordano le istituzioni europee.
L'avvio del processo di adesione
Affinché la richiesta venga esaminata è necessario che i Ventisette si esprimano all'unanimità, senza veti, sull'avvio formale del processo. Una volta superata questa prima soglia politica, il Paese candidato deve dimostrare di soddisfare i criteri di Copenaghen, fissati dal Consiglio europeo del 1993.
I criteri di Copenaghen
I criteri prevedono: stabilità istituzionale, democrazia, Stato di diritto, tutela dei diritti umani e delle minoranze; un'economia di mercato funzionante e capace di reggere la concorrenza interna; la capacità amministrativa e istituzionale di recepire e applicare l'acquis comunitario, l'insieme dei diritti e degli obblighi che vincolano gli Stati membri.
L'apertura dei negoziati
Solo quando la Commissione europea certifica che queste condizioni minime sono rispettate, e gli Stati membri danno il via libera unanime, possono aprirsi i negoziati di adesione. I negoziati sono articolati in capitoli tematici che coprono l'intero diritto dell'Unione e servono a preparare il Paese candidato all'ingresso.
Capitoli e capacità di assorbimento
Ogni capitolo può essere aperto e chiuso solo con l'accordo unanime degli Stati membri e l'intero processo resta condizionato alla capacità di assorbimento dell'Unione, ossia alla possibilità di accogliere nuovi membri senza compromettere il proprio funzionamento.
Il trattato di adesione
Quando tutti i capitoli sono chiusi e Bruxelles ritiene che l'Unione sia pronta all'allargamento, i termini dell'adesione vengono raccolti in un trattato che include eventuali clausole di salvaguardia e periodi transitori. Il testo deve essere approvato dal Parlamento europeo e adottato all'unanimità dal Consiglio.
Ratifica e ingresso nell'Ue
Dopo la firma, l'ultima fase è la ratifica secondo le procedure costituzionali nazionali. Solo al termine di questo passaggio il Paese candidato diventa ufficialmente Stato membro alla data fissata nel trattato.
Le ipotesi di adesione alternativa
Si tratta di una procedura lunga che richiede anni, tanto che per il caso Ucraina c'è chi propone un'adesione light o la soluzione tedesca del "membro associato", per consentire a Kiev di stringere i tempi in ragione della sua condizione di Paese aggredito.
Il processo di stabilizzazione e associazione
I partner dei Balcani occidentali seguono un percorso specifico denominato processo di stabilizzazione e associazione (Psa). Ne fanno parte Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.
Obiettivi e strumenti del Psa
L'obiettivo del Psa è stabilizzare questi partner sul piano politico ed economico per prepararli all'adesione all'Ue. Non è un percorso agevolato, ma accompagnato e strutturato, pensato per territori segnati da guerre, transizioni istituzionali fragili e forti interdipendenze economiche.
Valutazioni e monitoraggio
Ogni Stato avanza verso l'adesione man mano che rispetta gli obblighi assunti. La Commissione europea valuta i progressi con rapporti annuali pubblicati in autunno, che misurano il grado di allineamento all'acquis dell'Ue e la capacità di attuare le riforme richieste.