Harambe, il tributo della Casa Bianca a 10 anni dalla morte: "Un vero patriota"
AGI - Sono passati esattamente dieci anni da quel 28 maggio 2016, il giorno in cui il mondo intero assistette con il fiato sospeso all'uccisione del gorilla Harambe nello zoo di Cincinnati. In occasione di quello che sarebbe stato il suo ventisettesimo compleanno, la Casa Bianca ha spiazzato il web pubblicando su X un lungo e inaspettato omaggio, definendo il primate una vera e propria leggenda e un emblema della cultura statunitense.
Il ricordo istituzionale è apparso sulla piattaforma social nella tarda serata di mercoledì, a poche ore dal decimo anniversario della tragedia. Nel post, l'amministrazione ha celebrato il possente gorilla di pianura occidentale descrivendolo senza mezzi termini come un "vero patriota". Le parole scelte per il messaggio hanno subito fatto il giro del mondo: la Casa Bianca ha definito Harambe un simbolo di lealtà, forza e caos, ma soprattutto un catalizzatore di quell'unità e di quella "strana bellezza di Internet" capace di radunare milioni di persone sotto un'unica, incrollabile causa, ovvero non dimenticare mai.
Sottolineando come tutti ricordino perfettamente dove si trovavano al momento in cui hanno appreso la notizia, il post ribadisce che, a un decennio di distanza, l'eredità del gorilla vive ancora. "Se n'è andato, ma non sarà mai dimenticato. Per sempre nei nostri cuori", ha chiosato il messaggio ufficiale.
L'abbattimento di Harambe
L'evento all’epoca si consumò in una manciata di minuti di puro terrore. Harambe fu abbattuto con un colpo di arma da fuoco durante un disperato tentativo da parte delle autorità di salvare un bambino di quattro anni, precipitato accidentalmente nel recinto del gorilla. I numerosi testimoni presenti immortalarono in video il momento esatto in cui l'animale trascinò il corpo prono del piccolo attraverso un ruscello. Di fronte al netto rifiuto del gorilla di allontanarsi nonostante i continui richiami, il personale della struttura prese la drammatica decisione di aprire il fuoco.
Il fenomeno virale globale
Da quel giorno, una fetta immensa di Internet ha trasformato la tragedia in un fenomeno di massa senza precedenti. Il movimento "Justice for Harambe" ha dominato i social network per anni, consacrando il gorilla a vero e proprio martire del web. La sua figura ha generato un culto che è sopravvissuto a mode e tendenze passeggere, spingendosi ben oltre i confini del mondo digitale.
L’impatto tra eventi e cultura pop
L'eco mediatico fu tale che a Londra, a soli cinque mesi dalla sua morte, una veglia a lume di candela radunò centinaia di devoti fan. Anche lo sport professionistico americano fu travolto dalla frenesia, tanto che il noto rivenditore Fanatics si trovò costretto ad autorizzare la stampa del nome "Harambe" sulle maglie ufficiali della MLB e della NFL per la stagione sportiva 2016.
Le reazioni politiche dell’epoca
L'ascesa mediatica del fenomeno coincise in modo clamoroso con le fasi finali della prima e accesa campagna presidenziale di Donald Trump. Interrogato sull'accaduto pochi giorni dopo la sparatoria allo zoo, l'allora candidato repubblicano offrì una sua personale lettura dell'incidente, elogiando la bellezza del possente animale di quasi 227 chili e il modo apparentemente protettivo in cui si era comportato inizialmente con il bambino. Tuttavia, Trump riconobbe l'urgenza fatale della situazione, commentando come a volte basti solo il piccolo movimento di un dito e una frazione di secondo per far degenerare gli eventi. "Vi dirò che probabilmente non avevano altra scelta", sentenziò all'epoca.
Il caso nei sondaggi elettorali
La portata dell'impatto culturale di Harambe in quel turbolento 2016 trovò forse la sua espressione più assurda e tangibile nei sondaggi lampo pre-elettorali. Alcune rilevazioni di quell'anno mostrarono infatti che fino al 5% degli elettori americani avrebbe preferito votare per il gorilla defunto piuttosto che schierarsi con i candidati ufficiali in corsa per lo Studio Ovale.