AGI - Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha chiesto a Papa Leone XIV di opporsi alle azioni degli Stati Uniti e di Israele, accusandoli di aver commesso "chiari crimini di guerra" con l'offensiva lanciata il 28 febbraio 2026 contro la Repubblica islamica, secondo quanto riporta l'agenzia stampa iraniana Mehr.
Nella lettera inviata al pontefice, Pezeshkian afferma che gli attacchi hanno provocato l'assassinio della Guida suprema Ali Khamenei, di alti dirigenti politici e militari e di 3.468 cittadini iraniani, oltre a causare ingenti danni a scuole, università, ospedali, luoghi di culto e infrastrutture civili. Citando passi del Corano e della Bibbia contro l'arroganza, il presidente iraniano ha lodato le "posizioni morali, logiche ed eque" del papa sulla guerra, sottolineando che l'attacco è avvenuto mentre erano in corso negoziati diplomatici e sulla base di "pretesti falsi".
Secondo Pezeshkian, la dichiarazione del presidente americano Donald Trump di voler "distruggere la storica civiltà iraniana" dimostrerebbe "l'illusione di un potere assoluto".
"L'Iran colpisce in legittima autodifesa"
Il capo dello Stato di Teheran ha ribadito che le diverse comunità religiose dell'Iran convivono pacificamente da secoli e che Teheran non ha mai minacciato i Paesi vicini. Tuttavia, ha aggiunto, l'utilizzo di basi americane negli Stati del Golfo Persico per condurre attacchi contro l'Iran ha costretto le forze iraniane a colpire, in "legittima autodifesa", interessi dei Paesi aggressori nella regione.
Riguardo allo Stretto di Hormuz, Pezeshkian ha sostenuto che l'attuale situazione di insicurezza è una diretta conseguenza degli attacchi statunitensi e del blocco navale imposto da Washington. Il normale transito delle navi, ha assicurato, riprenderà non appena verranno meno le condizioni di instabilità, mentre l'Iran continuerà ad applicare "meccanismi di regolamentazione conformi al diritto internazionale".
Il presidente iraniano ha infine riaffermato l'impegno del suo Paese per la diplomazia e per i colloqui mediati dal Pakistan, nonostante quelli che ha definito i ripetuti tradimenti degli Stati Uniti.
"La posizione dell'Iran contro le richieste illegali del governo americano è una difesa del diritto internazionale e degli alti valori umani", ha scritto, auspicando una risposta internazionale "realistica ed equa" e ribadendo la volontà di risolvere le controversie attraverso il dialogo e mezzi pacifici, legali ed etici.