AGI - Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato prorogato di 45 giorni. Lo annuncia il Dipartimento di Stato americano.
Il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha dichiarato che la proroga è stata concordata dopo due giorni di colloqui "altamente produttivi" tra Israele e Libano, mediati dagli Stati Uniti. Pigott ha dichiarato che il Dipartimento riprenderà i negoziati "sul piano politico" il 2 e 3 giugno, mentre un "piano di sicurezza" sarà avviato al Pentagono il 29 maggio con delegazioni militari israeliane e libanesi. "Ci auguriamo che questi colloqui promuovano una pace duratura tra i due Paesi, il pieno riconoscimento reciproco della sovranità e dell'integrità territoriale, e la creazione di una sicurezza autentica lungo il confine condiviso", ha dichiarato in un post su X. A guidare le delegazioni che hanno portato alla tregua sono state due figure di lungo corso: il diplomatico libanese Simon Karam e l’ambasciatore israeliano a Washington Yechiel Leiter. Dopo una prima giornata definita “positiva e produttiva” da un funzionario statunitense, si attende l’esito dei nuovi faccia a faccia.
Tensioni politiche e opposizioni interne
Le difficoltà politiche restano molte. Hezbollah ribadisce la propria contrarietà a qualsiasi dialogo diretto con Israele, denunciando “concessioni gratuite” allo Stato ebraico.
A questo si aggiunge un quadro militare incandescente: attacchi continui da entrambe le parti, droni esplosivi lanciati dal gruppo sciita che hanno colpito aree israeliane vicino al confine, e un razzo intercettato contro truppe dell’Idf nel sud del Libano.
Raid, evacuazioni e vittime sul terreno
L’Idf ha emesso avvisi di evacuazione per diversi villaggi nelle zone di Tiro e Sidone, e ha condotto nuovi raid aerei contro Hezbollah.
Ieri un colpo di mortaio ha ucciso un soldato israeliano, il ventenne Negev Dagan, nella zona del fiume Litani, portando a 19 il numero dei militari israeliani morti dall’inizio dell’ultima campagna.
Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno causato almeno 2.951 morti e 8.988 feriti dall’inizio della guerra.
L’ONU: “Un’opportunità cruciale per fermare il conflitto”
In questo contesto, il coordinatore umanitario ONU per il Libano Imran Riza ha definito gli sforzi diplomatici in corso negli Stati Uniti “un’opportunità cruciale” per fermare il conflitto tra Israele e Hezbollah, auspicando che possano “aprire la strada a una soluzione politica”.