AGI - La visita della Principessa Kate a Reggio Emilia non è stata soltanto un bagno di folla dal forte valore simbolico, ma anche la rappresentazione plastica di come la monarchia britannica stia cambiando linguaggio, immagine e rapporto con il pubblico. Tra selfie, supporter arrivati da tutta Italia e scene impensabili fino a pochi anni fa, Catherine sembra incarnare una nuova idea di Corona: più vicina, più spontanea e meno ingessata dai rituali del passato.
Un cambiamento che, secondo Marco Ubezio, avvocato ed esperto della monarchia britannica, segna una distanza evidente dall’epoca di Elisabetta II.
Il confronto con lo stile di Elisabetta II e la tradizionale monarchia britannica
“Il bagno di folla di Reggio Emilia della Principessa del Galles, tra coloratissimi gruppi di supporter Royal arrivati da tutta Italia, è quanto di più lontano dallo stile compassato della Regina Elisabetta”, osserva Ubezio. “La Regina si è sempre limitata ai formali saluti alle autorità, con un frasario che difficilmente andava oltre a un commento sul meteo”, aggiunge, ricordando quanto anche quel linguaggio misurato facesse parte della stessa tradizione britannica.
Oggi, però, le immagini raccontano tutt’altro. “Era diventato virale il selfie, strappato a tradimento da un giovane fan. Vedere oggi Catherine scattare selfie con rezdore emiliane con addosso la bandiera britannica è qualcosa che appare quasi distopico”.
Il consenso fuori dal Regno Unito
Una trasformazione che sembra funzionare soprattutto fuori dal Regno Unito. “Fuori da un Regno sempre più disunito, le quotazioni dei Royals sono alte anche tra i giovani”, spiega Ubezio, citando il gesto di Samuele Tassinari, il diciannovenne bolognese che ha donato un bouquet alla Principessa. “Ha una pagina Instagram sulla monarchia da mezzo milione di follower”, evidenzia, come esempio di un interesse che continua a crescere tra le nuove generazioni.
Diverso è invece il clima in patria, dove tra i giovani prevale la disillusione verso un’istituzione percepita come lontana, inutile e costosa. “Vallo a dire ai giovani britannici che la Royal family tutta intera costa meno del budget del Quirinale”. Secondo l’esperto, proprio questo scollamento impone alla monarchia una riflessione sul futuro. “Per evitare che si realizzi lo scenario di un recente romanzo distopico che racconta di una Regina Elisabetta alle prese con un Premier che vuole sfrattarla”, afferma riferendosi al libro appena uscito Exit Queen, “le mosse del futuro Guglielmo V e della Regina Catherine andranno, con tutta probabilità, nella direzione di un drastico snellimento del numero dei Royal attivi e anche di alleggerimento degli antichi rituali della monarchia”.
Una necessità che nasce anche dalla situazione economica del Paese. Un po’ di risparmio non dispiacerà, infatti, ai sudditi, posto che ci sono aree nelle Midlands "dove il 40% delle famiglie sopravvive con i pasti somministrati dalle comunità o dalle charities locali”.
Una corona meno fiabesca
Da qui l’idea di una monarchia molto meno fiabesca rispetto al passato. “Forse, da Regina Catherine non si concederà per selfie di piazza ma è altamente probabile che i cocchi dorati e tanti altri simboli della Corona formato Cenerentola andranno in pensione”, sostiene Ubezio.
La comunicazione dei Wales
La direzione, secondo lui, è già evidente nella comunicazione dei Principi del Galles. Come già d’altronde si intuisce dalle seguitissime pagine social dei Principi, dove più che al modello del Castello di Biancaneve i nuovi sovrani "punteranno a quello del Mulino Bianco”, sentenzia Ubezio, facendo riferimento alle numerose foto bucoliche dei Wales, in bermuda e infradito, che oggi campeggiano su Instagram.
Ed è proprio qui che si può leggere anche l’influenza italiana sulla futura regina. “Forse anche questa è una delle tante lezioni italiane di una Principessa, che non smette mai di stupire, forse perché mai smette di imparare”.