AGI - La scomparsa del deputato democratico della Georgia David Scott, 80 anni, malato da tempo, oltre a suscitare emozione tra i colleghi del Congresso ha destato nuove preoccupazioni sull’età avanzata di rappresentanti e senatori.
Scott è il quinto membro di questa legislatura, che va da gennaio 2025 a gennaio 2027, a essere deceduto. Quattro erano morti nel biennio precedente. Sei durante quello precedente ancora. Nel decennio 2003-2013 erano morti al massimo un membro del Congresso l’anno. Unica eccezione era stata la legislatura 2007-2009, quando i decessi erano stati otto.
Un trend che preoccupa
Il tragico trend è in aumento e negli Stati Uniti alcuni analisti cominciano a ritenere che ci sia un problema di fondo: l’età avanzata di rappresentanti della Camera e senatori. Secondo Gregory Koger, professore di scienze politiche dell’Università di Miami, oltre all’età avanzata pesano i pochi incentivi al pensionamento.
Pochi incentivi al ritiro
“Le persone vivono più a lungo,” ha detto Koger a The Hill, “e non ci sono molte forze che spingono le persone fuori dalla politica, se non il fatto che il loro distretto sia competitivo dal punto di vista partitico”. “Se hai un membro del Congresso in un seggio sicuro, non esiste un forte meccanismo che lo incoraggi a ritirarsi quando ha raggiunto i limiti della propria salute, energia o interesse per il lavoro”, ha continuato.
Il Congresso più anziano
L’attuale Congresso è uno dei più anziani mai registrati, con un’età media di 57,5 anni alla Camera e 64,7 anni al Senato. L’aumento dei decessi arriva in un momento di più ampio dibattito nella politica americana sull’invecchiamento del corpo legislativo.
Il senatore Mitch McConnell, repubblicano del Kentucky e tra i big storici del partito, è rimasto congelato due volte, prigioniero di un imbarazzante silenzio, mentre rispondeva alle domande dei giornalisti. Era il 2023 e McConnell è ancora al suo posto, nonostante adesso abbia 84 anni.
Il caso Feinstein e Biden
La senatrice Dianne Feinstein, democratica della California, rimase in carica fino al giorno della sua morte, a 90 anni, nel 2023, nonostante una pausa per ragioni di salute di tre mesi tra crescenti preoccupazioni sulle sue capacità mentali. Per i democratici la questione senile aveva raggiunto il culmine nel 2024, quando lo stesso presidente Joe Biden mostrò evidenti difficoltà nel dibattito presidenziale.
Dal partito e dalla base arrivarono richieste al presidente di farsi da parte. Biden poi annunciò che non si sarebbe più candidato per il secondo mandato. Gli elettori democratici, secondo alcuni analisti, non hanno perdonato al partito questo tentennamento che ha finito per favorire il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump.
Gerontocrazia e proposte
Ma intanto c’è chi ha proposto al Congresso di sviluppare un controllo sui membri per valutare se siano in grado di svolgere il proprio compito “senza essere ostacolati da un significativo e irreversibile declino cognitivo”. Un emendamento potrebbe essere presentato alle Camere nelle prossime settimane.
David Hogg, ex dirigente del Partito democratico, ha lanciato appelli per selezionare leader più giovani, sfidando la struttura del partito che, secondo lui, favorisce il vecchio establishment. Al Congresso c’è un solo rappresentante sotto i 30 anni: Maxwell Frost, deputato democratico della Florida, nato nel 1997.
Durante le primarie del 2024, l’ex ambasciatrice Onu Nikki Haley fece dell’età e dell’idoneità mentale temi centrali della sua campagna, chiedendo test cognitivi per i candidati sopra i 75 anni. Ha perso la sua sfida. Ma due anni dopo il tema è tornato drammaticamente d’attualità.