AGI - Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha aperto ufficialmente alla possibilità di un disimpegno militare americano dalla penisola italiana e dalla Spagna. Durante un incontro con la stampa alla Casa Bianca, il Commander-in-Chief ha definito “probabile” il ritiro del contingente statunitense, motivando la scelta con la mancata cooperazione degli alleati europei nelle recenti operazioni in Medio Oriente.
L'attacco agli alleati: "Aiuto troppo lento" Alla domanda specifica su un eventuale ritiro delle truppe da Italia e Spagna, dopo i tagli già annunciati per la Germania, Trump non ha usato giri di parole: “Perché non dovrei? L’Italia non ci è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile”.
Le critiche alla Nato
Il malumore della presidenza verte sulla gestione della crisi iraniana e sul ruolo della NATO. “È la Nato. Non è nemmeno il fatto che sia una cosa sola. Se lo dicessero gentilmente, o se dicessero: ‘Va bene, ti aiuteremo’. Ma l’aiuto è un po’ lento”, ha incalzato Trump, sottolineando la distanza geografica degli USA rispetto ai teatri di crisi europei. “E noi li aiutiamo con l’Ucraina. Hanno fatto un disastro con l’Ucraina, un disastro totale. E noi li aiutiamo con l’Ucraina. L’Ucraina non c’entra niente. Siamo separati da un oceano. Riguarda loro. È come se fosse la loro porta di casa. Noi li aiutiamo”.
Affondo su Biden e Berlino
Il Presidente ha poi criticato aspramente la precedente amministrazione e la gestione finanziaria del conflitto ucraino: “E Biden ha dato loro 350 miliardi di dollari, il che è stato folle. È uno dei motivi per cui la guerra è continuata. Ma quando avevamo bisogno di loro, non c’erano. Dobbiamo ricordarcelo”.
Le accuse alla Germania
Parole durissime sono state riservate anche a Berlino e al Cancelliere Friedrich Merz. Secondo Trump, “La Germania sta facendo un lavoro pessimo. Ha problemi di immigrazione, problemi energetici, problemi di ogni genere. E ha un grosso problema con l’Ucraina, perché si trova in quel pasticcio”. Riferendosi a un colloquio con Merz sul tema del nucleare iraniano, ha aggiunto: “Mi ha criticato per tutta la faccenda con l’Iran. Ma io gli ho chiesto: ‘Le piacerebbe che l’Iran avesse un’arma nucleare?’. Lui ha risposto: ‘No, non mi piacerebbe’. Ho detto: ‘Beh, allora immagino di avere ragione’. Non ha saputo rispondere”.
Il bilancio dell’operazione
Nonostante le tensioni internazionali, Trump ha tracciato un bilancio trionfale di quella che definisce non una guerra, ma un’“operazione militare”. Il Presidente sostiene che Teheran sia ormai alle corde: “L’Iran muore dalla voglia di fare un accordo. Posso solo dirvi che non voglio entrare nei dettagli, ma devono farlo. Non possono avere il nucleare”.
Danni militari ed economici
I dati forniti dalla Casa Bianca descrivono un apparato bellico iraniano quasi azzerato: “La loro Marina è distrutta. La loro Aeronautica è distrutta. Praticamente ogni grammo di qualsiasi tipo di equipaggiamento è andato distrutto. Le loro fabbriche di droni sono ridotte dell’82% circa, e le loro fabbriche di missili sono ridotte di quasi il 90%, e molti dei loro missili sono stati messi fuori uso”.
Collasso e vuoto di potere
Oltre ai danni militari, Trump ha evidenziato l’efficacia delle sanzioni economiche e la disarticolazione della catena di comando iraniana. “L’Iran non può permettersi di avere armi nucleari, e la sua economia sta crollando. Il blocco è incredibile. Il potere del blocco è incredibile. Non stanno ricavando nulla dal petrolio, e speriamo che la situazione si risolva presto”. L’instabilità politica interna di Teheran appare, agli occhi di Washington, il colpo di grazia: “Vogliono a tutti i costi raggiungere un accordo. E abbiamo un problema, perché nessuno sa con certezza chi siano i leader. È un piccolo problema. I leader sono stati annientati, insieme al loro esercito, quasi tutto il loro esercito”.