AGI - Una nuova ondata di teorie del complotto si è diffusa negli Stati Uniti dopo la sparatoria di sabato alla cena annuale della White House Correspondents' Association al Washington Hilton.
Le ricostruzioni infondate, rilanciate da migliaia di post, sono state alimentate da brevi video girati nella sala e dalle prime notizie diffuse immediatamente dopo il tentativo di un uomo armato di fare irruzione nella sala da ballo dove si trovavano Trump, funzionari governativi e giornalisti. Prima ancora che il presidente rientrasse alla Casa Bianca per parlare dell'accaduto e pubblicare una foto dell'aggressore, sui social circolavano già ipotesi che l'episodio fosse una "messa in scena" o addirittura fasullo.
Le ipotesi circolate online
Tra le presunte motivazioni indicate dagli utenti, tutte prive di prove, figurano il tentativo di distogliere l'attenzione dalla guerra con l'Iran o quello di giustificare il progetto di Trump per una nuova sala da ballo alla Casa Bianca destinata a grandi eventi. Lo stesso presidente, parlando pochi minuti dopo l'attacco, ha sostenuto che la violazione della sicurezza dimostrerebbe la necessità di una sala da ballo presidenziale, un passaggio che secondo alcuni osservatori avrebbe alimentato ulteriormente le speculazioni.
Precedenti di narrazioni complottiste
Non è la prima volta che un episodio di violenza politica genera narrazioni complottiste. Era accaduto dopo il primo attentato contro Trump durante un comizio a Butler, in Pennsylvania, nel 2024, dopo l'omicidio dell'attivista conservatore Charlie Kirk e dopo l'attacco del 2022 nella casa dell'ex speaker democratica Nancy Pelosi, in cui fu ferito il marito Paul Pelosi.
Il ruolo della disinformazione
Secondo gli esperti di disinformazione, le notizie dell'ultima ora sono diventate un terreno fertile per ipotesi infondate.
Le parole di PolitiFact
"Viviamo in un ambiente informativo in cui le persone non credono più a nulla di quello che vedono", ha spiegato a The Hill Katie Sanders, direttrice di PolitiFact. "Possono voler ignorare tutto, ma questo fa sì che non siano nella posizione per distinguere ciò che è vero di fronte a una breaking news".
La risposta della Casa Bianca
La Casa Bianca ha condannato lunedì la disinformazione sull'incidente: "È molto importante per noi far emergere la verità e i fatti il più rapidamente possibile, per dissipare quelle sciocchezze folli che vediamo dilagare online", ha detto la portavoce Karoline Leavitt. "Vogliamo garantire la massima trasparenza. E speriamo che le persone credano alla verità invece che alle bugie e alle cospirazioni che così spesso impazzano sui social media".
La diffusione delle teorie
Le teorie sono state rilanciate sia da utenti comuni sia da personalità con ampio seguito. Alcuni account hanno sostenuto falsamente che il sospetto avesse simpatie israeliane, una tesi amplificata anche dal media statale russo RT, secondo quanto riportato dal New York Times. Altri hanno collegato l'attacco allo scontro al Congresso sui fondi per il Dipartimento per la Sicurezza interna.
Le preoccupazioni dei giornalisti
La sottosegretaria di Stato per la diplomazia pubblica, Sarah B. Rogers, ha scritto di aver parlato con almeno un giornalista preoccupato per quella che ha definito una "isteria di massa" tra i lettori.
La spiegazione psicologica
Per Geoff Dancy, politologo dell'Università di Toronto, la diffusione di teorie del complotto dopo episodi traumatici risponde anche a un bisogno psicologico. "Sparatorie o notizie di sparatorie sono ambienti caotici, e il caos è ciò che attira il pensiero complottista", ha spiegato. "Chi cerca cospirazioni spesso cerca conforto o ordine nel disordine".