AGI - È stata inaugurata a Bruxelles, all'Istituto italiano di cultura, la mostra "Machines for Peace", dedicata alle grandi macchine a spalla italiane. La mostra-installazione, partita da Betlemme, si sviluppa come un racconto immersivo delle feste della Rete delle grandi macchine, tra cui la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, i Gigli di Nola, la Varia di Palmi, i Candelieri di Sassari.
L'esibizione ha ricevuto il patrocinio del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, del Parlamento europeo e della Commissione nazionale italiana per l'Unesco e dei comuni di Viterbo, Nola, Palmi e Sassari.
"Essere a Bruxelles è un riconoscimento importante. È la prima rete patrimonio immateriale dell'Unesco italiana che varca le soglie del nostro Paese. Parte da Betlemme e porta un messaggio di pace e di speranza, dove trasmette soprattutto il senso di rete, di comunità, di tradizione e di cultura, che sono alla base non solo delle nostre comunità nazionali, ma dei valori europei", ha dichiarato l'eurodeputata di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, a margine della conferenza stampa di presentazione al Parlamento europeo.
La macchina di Santa Rosa e la diplomazia culturale
Presente anche la macchina di Santa Rosa, con la parte superiore, la statua di Santa Rosa, in mostra nelle sale dell'Istituto di cultura italiano a Bruxelles. "Per la prima volta i facchini di Santa Rosa, con il loro costume storico e un pezzo della macchina di Santa Rosa, vengono a Bruxelles. È la prima volta che varcano i confini dell'Italia. È un onore, ma soprattutto è quel lavoro di diplomazia culturale e di ambasciata che noi ci sentiamo di fare e di portare nel mondo", ha precisato la vicepresidente dell'Eurocamera.
Identità comune e modelli di cooperazione europea
L'idea è anche di essere esempio per altre manifestazioni simili in Europa. In un convegno al Parlamento europeo, "abbiamo raccontato - dalla Convenzione Unesco, alla Convenzione di Faro, fino al riconoscimento della Rete – come tante altre comunità in Europa, grazie alle loro tradizioni, alla loro identità e alla loro storia, possano mettersi insieme per promuovere la nostra identità comune", ha raccontato Sberna.