AGI - Come trasformare la creatività in strumenti reali di cambiamento per rispondere alle sfide globali a partire dalla crescita economica, inclusiva e sostenibile. È il senso di una riflessione interdisciplinare voluta dall'Associazione Donne Italiane Diplomatiche e Dirigenti (DID) del Ministero degli Esteri nella giornata mondiale della Creatività e dell'Innovazione. Istituita dall'Onu nel 2017, non a caso in prossimità della nascita di un genio indiscusso, Leonardo Da Vinci (15 aprile 1452), la ricorrenza del 21 aprile chiede di celebrare a livello globale l'ingegno, individuale e delle collettività, come vera ricchezza delle nazioni di oggi. Un invito raccolto da DID con l'evento 'Generare visione per creare futuro: verso nuovi modelli di Leadership inclusiva, innovativa e creativa', al Circolo degli Esteri di Roma.
"Non solo un'occasione di confronto a tutto campo e oltre i generi, ma – spiega Serena Lippi, diplomatica e presidente della Did – un incontro 'motivazionale', per approfondire il tema del cambiamento della leadership partendo dai modelli più virtuosi e tradurre idee e buone pratiche in risultati concreti". La posta in gioco – sintetizza il vicesegretario generale della Farnesina, Carlo Lo Cascio – è imparare a costruire modelli di leadership capaci di coniugare inclusione, innovazione e visione strategica in un tempo che richiede nuove competenze e linguaggi per guidare il cambiamento. "Una leadership equilibrata aumenta la capacità di leggere i giorni nostri, capire i fenomeni e affrontare problemi", ha aggiunto Lo Cascio ricordando come al ministero degli Esteri la leadership inclusiva sia una realtà.
Perché innovare? In cosa si differenzia la leadership femminile da quella maschile? L'I.A. è maschile? Sono alcune delle domande punto di partenza di un articolato dibattito, moderato dalla direttrice di AGI, Rita Lofano, che hanno portato esponenti di primo piano del mondo delle aziende, della ricerca, della pubblica amministrazione e della difesa a confrontarsi sulle loro rispettive esperienze. Con una convinzione comune: la leadership, quando è autentica, fa bene alle persone prima ancora che alla performance del gruppo, come sostiene Maria Francesca Aceti, Ceo di Deltha Pharma.
In questo caso infatti costruisce innovazione, "non tanto per competere e inseguire il competitor, ma per anticiparlo", sottolinea dal canto suo Gianna Martinengo, presidente di DKTS oltre che fondatrice e presidente di Women&Tech ETS. Con loro, hanno condiviso la loro esperienza umana e professionale di leadership anche Francesca Panessa, astrofisica dell'Inaf, Maria Cristina Pisani, dell'Osservatorio Nazionale Parità di Genere già consulente della Presidenza del Consiglio, Blerina Sinaimeri professoressa di I.A.-Decision Sciences alla Luiss di Roma e Guendalina Middei, scrittrice, docente e influencer culturale diventata famosa come 'Professor X', per il suo progetto che avvicina i giovani ai grandi classici.
Tra gli intervenuti, anche il generale a riposo Massimo Panizzi che al pubblico ha consegnato la sua esperienza di leadership come "responsabilità e servizio", a prescindere – ha puntualizzato – dalle questioni di genere: "capacità, entusiasmo, coraggio e cuore. Nella mia vita ho trovato queste doti più nelle donne che negli uomini", racconta l'ex comandante alpino. Anche per questo, prevede Sinaimeri – "potrebbero essere proprio le donne, domani, a scrivere le regole dell'I.A.". "La leadership, per definirsi tale, deve essere inclusiva, umana e gentile", ribadisce dal canto suo Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per il Sistema Italia del Mae. Il libro a sua firma – "M'importa di te. Sul sentiero della leadership rotonda" – parla di leadership "senza spigoli ed empatica, capace di trasformarsi in acceleratore di successi".
Mentre il quotidiano, osserva Lofano, ci restituisce impietosamente la realtà di un leaderismo globale senza veri leader, Lobasso punta dritto a un modello di leader che – è l'auspicio condiviso – se si affermerà farà la differenza: quello di un leader – conclude – che in azienda, come nell'amministrazione pubblica o nelle organizzazioni internazionali "fa in modo che il suo interlocutore possa essere la sua migliore versione di sé stesso".