AGI - "Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nella sporcizia". È duro Papa Leone XIV nel suo discorso nella Cattedrale di San Giuseppe nella città di Bamenda, nel nord-ovest del Camerun, la sua ultima tappa di un tour africano storico in quattro nazioni, che è l'epicentro di un’insurrezione separatista di lingua inglese che dura da quasi un decennio e che ha causato migliaia di vittime (secondo l'Onu, dal 2016 sono state uccise almeno 6.000 persone).
"Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali", ha detto ancora il pontefice mentre continua la sua guerra verbale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che si è scontrato con il primo papa americano degli ultimi tempi, contestando le critiche del Papa alla guerra in Medio Oriente. Trump ha sferrato ieri un nuovo attacco nei commenti ai giornalisti, affermando che il papa può dire ciò che vuole sulle questioni internazionali, ma deve comprendere le realtà di un “mondo crudele”.
Trump cambia tono: "Il mondo reale è crudele"
Intervenendo in seguito, il presidente Usa ha assunto un tono più conciliante rispetto ai giorni scorsi, ma ha comunque cercato di dare una lezione al papa sulla guerra in Iran. “Il papa deve capire che l'Iran ha ucciso più di 42.000 persone negli ultimi mesi”, ha detto. "Erano manifestanti completamente disarmati. Il Papa deve capirlo. Questo è il mondo reale, è un mondo crudele", ha aggiunto negando poi di essere "in conflitto" con il Pontefice, affermando di non avere "nulla contro" di lui.
Simboli di pace e condanna dello sfruttamento
All'uscita dalla cattedrale, Leone ha liberato delle colombe bianche, simbolo di pace in una regione di questo Paese dell'Africa centrale che egli ha definito "una terra insanguinata ma fertile, che è stata maltrattata". All'aeroporto di Bamenda – ristrutturato per la sua visita dopo essere stato chiuso dal 2019 a causa dell'insurrezione – Leone ha condannato durante una messa lo sfruttamento in corso dell'Africa. Ha criticato "coloro che, in nome del profitto, continuano a mettere le mani sul continente africano per sfruttarlo e saccheggiarlo".
Risorse naturali e lotta alla corruzione
Il Camerun è ricco di risorse naturali quali petrolio, legname, cacao, caffè e minerali, che da decenni attraggono sia le imprese straniere che le élite locali. All'arrivo nel Paese mercoledì, il Papa aveva esortato i leader camerunesi a fare un esame di “coscienza” e ad affrontare la corruzione e le violazioni dei diritti, in un discorso insolitamente incisivo tenuto al palazzo presidenziale alla presenza del presidente di lunga data Paul Biya.
Le tappe del viaggio apostolico
Dopo la visita a Bamenda, oggi papa Leone celebrerà una messa in uno stadio della capitale economica Douala, prima di lasciare il Camerun sabato per l’Angola. Si recherà poi in Guinea Equatoriale.