AGI - La corruzione, il "lato oscuro" della devastazione ambientale, l'enorme disparità sociale. Papa Leone denuncia lo spreco e l'ingordigia di pochi ai danni di chi muore di fame. E mette in guardia anche dall'uso dell'Intelligenza artificiale che sempre "più pervasivamente" organizzano i nostri ambienti mentali e sociali e che potrebbe acuire il dilagare della polarizzazione, dei conflitti, delle paure e della violenza.
Il Pontefice stamani si è recato a Douala, nel Sud-Ovest del Paese, sul Golfo di Guinea. Capitale economica e commerciale, rappresenta il maggiore agglomerato urbano del Camerun. Qui vivono tra i 3 e i 5 milioni di persone (non esiste un censimento ufficiale). Sotto un caldo torrido (più di 30 gradi con un tasso di umidità al 90%) che mette a dura prova anche il Pontefice, si è celebrata la messa davanti a oltre 120 mila persone. Douala è l'emblema della disparità che flagella il Camerun e l'Africa. Nonostante sia il centro delle esportazioni e importazioni, anche per il Ciad che non ha uno sbocco al mare, è stridente notare lungo la strada principale le infinite bidonville che si intrecciano l'una con l'altra.
Lo scandalo della fame e la condivisione
Nell'omelia, il Papa ha denunciato lo scandalo della fame. "C'è pane per tutti se a tutti lo si dona", ha rimarcato sottolineando l'importanza della condivisione contro il cibo preso "da una mano che afferra", che "viene razionato per emergenza", "rubato per contesa", "sprecato da chi si ingozza davanti a quanto non hanno nulla da mangiare". "Vedete quanta gente affamata, oppressa dalla fatica. Che cosa fate?", ha affermato riprendendo la domanda che Gesù pose ai discepoli nel brano del Vangelo sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Una domanda rivolta "a quanti hanno la responsabilità sociale e politica di guardare al popolo e al suo bene". "Ogni gesto di solidarietà e perdono, ogni iniziativa di bene è un boccone di pane per l'umanità bisognosa di cura", una umanità che ha fame anche "di pace, di libertà, di giustizia".
L'appello ai giovani e la lotta alla corruzione
E ai giovani presenti, "figli amati della terra d'Africa", Leone ha rivolto parole di incoraggiamento affinché non cedano alla sfiducia e allo scoraggiamento e rifiutino "ogni forma di sopruso e di violenza, che illudono promettendo guadagni facili ma induriscono il cuore e lo rendono insensibile". E ha citato l'esempio del Beato Floribert Bwana Chui, giovane della comunità di Sant'Egidio a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, ucciso perché si oppose alla corruzione. La corruzione e lo sfruttamento delle risorse sono state al centro anche dell'incontro che Leone ha avuto nel pomeriggio, nella capitale Yaoundé con il mondo universitario. "L'Africa deve essere liberata dalla corruzione", il suo grido fortemente applaudito dagli studenti dell'Università dell'Africa Centrale.
Nuovo umanesimo e rivoluzione digitale
Il Papa ha esortato i giovani a "non guardare dall'altra parte", a restare per costruire il futuro del Paese e di un mondo più giusto e più umano. L'Università "può formare pionieri di un nuovo umanesimo nel contesto della rivoluzione digitale, di cui il continente africano conosce bene non soltanto gli aspetti ammalianti - ha osservato -, ma anche il lato oscuro delle devastazioni ambientali e sociali procurate dall'affannosa ricerca di materie prime e terre rare". E attenzione all'uso dell'Intelligenza artificiale: "Quando la simulazione diventa norma, l'umana capacità di discernimento si atrofizza e i nostri legami sociali si chiudono in circuiti autoreferenziali che non ci espongono più al reale". "Viviamo allora come dentro bolle impermeabili le une alle altre, ci sentiamo minacciati da chiunque sia diverso e ci disabituiamo all'incontro e al dialogo. Così dilagano polarizzazione, conflitti, paure, violenza".
Il viaggio in Angola e la cooperazione economica
Domani per Leone ultimo appuntamento in Camerun con la messa presieduta all'aeroporto di Yaoundé. Poi, dopo la cerimonia di congedo, il volo verso l'Angola, terra dai contrasti profondi, dove le disuguaglianze sociali e la disoccupazione giovanile continuano a essere problemi cruciali. Paese segnato da una lunga guerra civile, l'Angola è tra i maggiori esportatori di petrolio al mondo dopo la Nigeria. Nel Paese, protagonista è l'"Angola Mode", strategia di cooperazione economica con la Cina, basata sullo scambio di risorse naturali, principalmente petrolio, con finanziamenti cinesi per grandi progetti infrastrutturali.