AGI - "Vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni. A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!". È forte l'appello di Papa Leone, durante la veglia di preghiera per la pace presieduta nella Basilica di San Pietro.
Il Pontefice ha esortato ad "affrontare insieme, come umanità e con umanità, quest'ora drammatica della storia", ad arginare "quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo", a chi trascina "nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita", a chi pretende "che il mondo intero pieghi il ginocchio". "La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l'amore solleva. L'idolatria acceca, il Dio vivente illumina", ha scandito.
Leone fa suo l'appello "tanto attuale" di Giovanni Paolo II (il quale riprendeva le parole di Paolo VI all'Onu): "Mai più la guerra!". "Basta con l'idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l'esibizione della forza! Basta con la guerra!", ha rimarcato. "Alziamo lo sguardo! Rialziamoci dalle macerie! Niente ci può chiudere in un destino già scritto, nemmeno in questo mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri, perché si continua a crocifiggere, ad annientare la vita, senza diritto e senza pietà".
Leone ha ricordato che la preghiera "non è rifugio per sottrarci alle nostre responsabilità, non è anestetico per evitare il dolore che tanta ingiustizia scatena", ma è "la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte". La preghiera "ci educa ad agire", ha proseguito. "Pensieri, parole e opere infrangono la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui non c'è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono".
Unirsi per la pace e ascoltare i bambini
L'esortazione del Papa è a unirsi alle "energie morali e spirituali di milioni, miliardi di uomini e donne, di anziani e di giovani che oggi credono nella pace, che oggi scelgono la pace, che curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra". Ma anche ad ascoltare "la voce dei bambini", che dalle tante aree di guerra fanno percepire "tutto l'orrore e la disumanità di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio".
Costruire la pace giorno per giorno
"Torniamo a credere nell'amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace!", ha aggiunto il Pontefice. La pace "si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l'amicizia e la cultura dell'incontro".
Per Leone "abbiamo bisogno di non farci travolgere dall'accelerazione di un mondo che non sa cosa rincorre, per tornare a servire il ritmo della vita". E poi ha ricordato Papa Francesco che nell'enciclica Fratelli tutti scriveva come ci sia "bisogno di artigiani di pace".
La chiesa e il Vangelo della pace
"Cari fratelli e sorelle, torniamo a casa con questo impegno di pregare sempre, senza stancarci, e di profonda conversione del cuore", ha proseguito Leone. "La Chiesa è un grande popolo a servizio della riconciliazione e della pace, che avanza senza tentennamenti, anche quando il rifiuto della logica bellica può costarle incomprensione e disprezzo. Essa annuncia il Vangelo della pace ed educa a obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, specie quando si tratta dell'infinita dignità di altri esseri umani, messa a repentaglio dalle continue violazioni del diritto internazionale". "Oggi più che mai, infatti, occorre mostrare che la pace non è un'utopia", ha concluso prima di rivolgere una supplica a Dio affinché "la follia della guerra abbia termine".
Un messaggio di speranza dal sagrato
Prima della preghiera del Rosario, a sorpresa, Leone si è recato sul sagrato della Basilica vaticana per ringraziare i fedeli che si sono uniti a lui. A braccio ha rimarcato: "Vogliamo dire a tutto il mondo che è possibile costruire la pace, una pace nuova". "Che la pace davvero regni in tutto il mondo", il suo auspicio.