AGI - Il cardinale Pierbattista Pizzaballa è potuto entrare questa mattina al Santo Sepolcro di Gerusalemme per i riti della Pasqua, come aveva promesso il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Ma com'era stato ugualmente chiarito, i fedeli sono rimasti quasi tutti fuori, tenuti a distanza dai militari israeliani.
I vicoli della Città Vecchia solitamente affollati durante la festa più importante del calendario cristiano questa mattina erano deserti. Le restrizioni imposte da Israele sono state allentate solo per il Patriarca Latino. Chi tentava di avvicinarsi alla chiesa, veniva fermato ai posti di blocco. Solo a un piccolo gruppo di fedeli è stato concesso di avvicinarsi al Santo Sepolcro.
Il messaggio di Pizzaballa e l'impedimento precedente
"Buona Pasqua," ha detto Pizzaballa arrivando poco dopo l'alba alla chiesa, circondato da pochi sacerdoti. Domenica scorsa, domenica delle Palme, gli era stato impedito di entrare per ordine di Netanyahu che oggi ha inviato un messaggio ai cristiani.
Libertà di culto e restrizioni di sicurezza
"In questa terra dove è iniziata la storia, continuiamo a proteggere con fermezza la libertà di culto per tutte le fedi, specialmente in questo momento sacro", ha scritto. L'accesso ai luoghi santi di tutte le fedi è però interdetto dall'inizio della guerra in Iran, il 28 febbraio. Ai musulmani non è stato permesso di pregare alla Spianata delle Moschee durante Ramadan. Ufficialmente, si tratta di misure di sicurezza per evitare rischi di vittime o feriti in caso missili iraniani o detriti cadano sulla Città Vecchia.