AGI - Trump punta (anche) alla Luna e sfida Pechino. Questa notte (alle ore 0.35 in Italia) è ripartita una missione Nasa per la Luna. A 54 anni da Apollo 17, ultima missione sul nostro satellite nell'anno 1972.
I 4 astronauti sulla Luna e la presidenza Trump
La ripresa dei viaggi nello spazio profondo arriva in un momento cruciale della presidenza di Donald Trump. Gli Stati Uniti sono profondamente divisi su argomenti che spaziano dalla guerra Usa in Iran all'immigrazione e all'economia.
L'oro lunare
Pertanto, il successo della missione Artemis, che porterà quattro astronauti sulla Luna, potrebbe dare una spinta all'amministrazione Trump. I potenziali benefici sono enormi: un vantaggio competitivo rispetto alla Cina, la possibilità di una corsa all'oro lunare e un raro momento di unità nazionale. Ufficialmente, la missione – che porterà l'equipaggio più lontano nello spazio di chiunque altro – è, secondo la Nasa, un trampolino di lancio verso una base lunare permanente e, infine, verso Marte.
La Luna e gli astronauti americani
Sebbene l'interesse degli Stati Uniti per un ritorno sulla Luna risalga a prima del suo ingresso in politica, Trump ha creato direttamente quello che sarebbe diventato il programma Artemis durante il suo primo mandato, promettendo di "mandare astronauti americani a piantare la bandiera a stelle e strisce sul pianeta Marte". Ha inoltre intravisto opportunità in ambito militare e ha istituito una nuova branca del Pentagono, la Space Force.
"L'America non rinuncerà mai più alla Cina"
Nel suo secondo mandato l'obiettivo di Trump si è spostato sulla Luna. Nel dicembre scorso, ha firmato un ordine esecutivo che prevede il ritorno degli Usa sulla Luna entro il 2028 e la creazione di un avamposto permanente entro il 2030.
L'ordine affermava che la superiorità statunitense nello spazio era una misura della visione e della volontà nazionale, contribuendo alla forza, alla sicurezza e alla prosperità del Paese.
Nell'ordine esecutivo non si faceva menzione della competizione lunare cinese, un fattore che l'amministratore della Nasa Jared Isaacman ha esplicitamente sottolineato: "Ci troviamo di fronte a un vero rivale geopolitico, che sfida la leadership americana nel dominio dello spazio". "Questa volta, l'obiettivo non sono bandiere e impronte", ha aggiunto. "Questa volta, l'obiettivo è restare. L'America non rinuncerà mai più alla Luna".
La corsa allo Spazio
Durante la corsa allo spazio nella Guerra Fredda con i sovietici, l'obiettivo di raggiungere la Luna era quasi esclusivamente di natura geopolitica.
Con Washington e Mosca impegnate in una battaglia per l'influenza ideologica sulla Terra, lo spazio divenne un'ulteriore arena in cui dimostrare la superiorità tecnologica, un obiettivo che per gli Stati Uniti si fece sempre più urgente dopo il lancio dello Sputnik da parte dell'Unione Sovietica nel 1957, il primo satellite artificiale al mondo, evento che scosse profondamente gli Stati Uniti. John F. Kennedy rese la missione esplicitamente politica, sia pubblicamente che privatamente.
"Questo è importante per ragioni politiche", disse Kennedy in una conversazione registrata alla Casa Bianca nel 1962 con l'amministratore della Nasa James Webb, ora declassificata. "Che ci piaccia o no, questa è una corsa".
Il potenziale economico della Luna
La nuova corsa alla Luna è tra Stati Uniti e Cina, quest'ultima con i suoi piani ambiziosi per portare un equipaggio sulla superficie lunare nei prossimi anni. Questa esplorazione potrebbe avere un risvolto economico vasto e potenzialmente redditizio, in un momento in cui entrambi i paesi sono intrappolati in tensioni commerciali.
L'ex amministratore della Nasa Sean O'Keefe ha dichiarato alla BBC che le nazioni che atterreranno sulla Luna avranno il vantaggio di poter esplorare e sviluppare le risorse presenti sul pianeta. "Dopo tutti questi anni in cui abbiamo pensato che non fosse altro che una distesa di polvere, ci siamo resi conto che contiene una quantità significativa di elio-3", e ha aggiunto che l'elemento potrebbe essere usato per far funzionare piccoli reattori a fusione nucleare compatti con una durata di vita relativamente lunga. "
Questo apre tutta una serie di altre opportunità. Sulla Terra, questi mercati sono attualmente dominati dalle attività minerarie cinesi, una delle principali preoccupazioni dell'amministrazione Trump.
Il valore di queste risorse rimane sconosciuto, ma potrebbe essere enorme. L'elio-3, da solo, viene attualmente scambiato a oltre 20.000 dollari al chilogrammo, il che lo rende una delle risorse più preziose sulla Terra."