AGI - Nel 24esimo giorno di guerra in Iran e nel Golfo, l'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato "una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran". Secondo quanto dichiarato dall'Idf, gli attacchi sono diretti contro "infrastrutture legate al regime terroristico iraniano". Inizialmente contrari, ora gran parte dei paesi del Golfo vogliono che la guerra con l'Iran continui. A rivelare il desiderio di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrain e Qatar, è il Times of Israel, citando quattro alti funzionari rappresentanti dei rispettivi Paesi. Il quotidiano israeliano, in un lungo report, spiega che se inizialmente questi Paesi avevano espressamente avvertito Donald Trump di non lanciare una guerra contro l'Iran, la maggior parte di loro ora esorta Washington a continuare a colpire il regime degli ayatollah.
Pur essendoci ancora una certa frustrazione per il modo in cui Stati Uniti e Israele stanno conducendo la guerra, i paesi del Golfo auspicano, infatti, che Teheran esca da questa guerra con la sua potenza militare sufficientemente danneggiata al punto di non poter più rappresentare una minaccia per l'intera area. I funzionari, inoltre, sottolineano che nonostante Trump abbia ripetutamente espresso sorpresa per la decisione dell'Iran di reagire contro i suoi vicini, anche colpendo siti civili, i paesi del Golfo in realtà si aspettavano la reazione della Repubblica Islamica, motivo per cui inizialmente si sono opposti all'avvio dell'operazione congiunta di Stati Uniti e Israele. L'Iran ha infatti immediatamente risposto non solo prendendo di mira Tel Aviv e le basi statunitensi nella regione, ma anche lanciando ripetuti attacchi contro tutti e sei i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Attacchi che hanno causato la morte di diverse persone e interrotto la produzione di petrolio e gas, oltre al crollo del turismo, entrambi fondamentali per la regione.
I paesi del Golfo e il futuro del conflitto in Iran
Teheran, spiegano i funzionari, credeva che gli attacchi avrebbero portato il Golfo a fare pressione su Trump per un cessate il fuoco, ma al contrario, la mossa ha portato l'effetto opposto. I paesi del Golfo, consapevoli del pericolo insito nel permettere all'Iran di rimanere una minaccia armata regionale, sperano ora che il regime esca dal conflitto profondamente indebolito. Contrario al proseguimento della guerra resterebbe praticamente solo l'Oman, da tempo mediatore tra Washington e Teheran. "Gli interessi nazionali sia dell'Iran che dell'America risiedono nella fine più tempestiva possibile delle ostilità", ha scritto la scorsa settimana il ministro degli Esteri dell'Oman Badr Albusaidi sull'Economist. Sull'ipotesi, invece, che il conflitto possa accelerare la normalizzazione dei rapporti con Israele e l'allargamento degli Accordi di Abramo tra i paesi arabi, sia funzionari degli Emirati Arabi Uniti che del Bahrain hanno respinto tale tesi, pur ammettendo che la guerra aiuterà a rafforzare i legami con Tel Aviv.
LA DIRETTA
09.19 Nube tossica in Iran dopo i missili di Israele sui depositi di petrolio
Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta il Guardian citando le immagini dell'area prese dai satelliti. Il fumo dei bombardamenti del 7 marzo su più strutture ha coperto la città con inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all'anidride solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della pelle e difficoltà respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi sintomi potrebbero essere solo l'inizio, con rischi a lungo termine di malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro
09.11 L'Iran minaccia: "Se invasi mineremo il Golfo"
Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia invaso. "Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa o le isole iraniane porterà naturalmente, in conformità con la procedura militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva", si legge el comunicato riportato dall'agenzia Tasnim. "In tal caso, l’intero Golfo Persico sarà in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz, l’intero Golfo sarà di fatto bloccato, con la responsabilità che ricadrà sull’aggressore", si avverte. "Il fallimento di oltre 100 sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni '60 è ancora vivo nella memoria", si ricorda nella nota.
08.46 Raid a Tabriz, in Iran: morte sei persone
Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi mirati a Tabriz, nell'est dell'Iran. Lo riferisce al Jazeer citando l'agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un parco di Rabe Rashidi.
08.20 Colpito un caccia americano che precipita in Kuwait
Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l'agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l'emittente irachena Al-Ahd, citata dai media iraniani, il caccia americano è stato colpito nei cieli sopra l'Iran ed è poi caduto in Kuwait.
08.03 Emirati contro la Lega Araba: "Dove siete nel momento del bisogno?"
Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce è stato Anwar Gargash, potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. "Noi, negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la Lega Araba e l'Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?", ha scritto su X. "In questa assenza e impotenza, non sarà lecito parlare in seguito del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner per tutti nei periodi di prosperità... quindi, dove siete oggi, in tempi di difficoltà?", ha aggiunto.
7.50 - Israele riunisce il gabinetto di sicurezza dopo l'ultimatum di Trump
Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira' questa sera in vista dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48 ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera' le reti energetiche iraniane.
6.10 - Idf, lanciati missili verso nord Israele
E' in corso un attacco missilistico iraniano contro il nord di Israele. Lo rende noto l'esercito israeliano aggiungendo di essere al lavoro per intercettare i missili lanciati da Teheran. "Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele", ha scritto l'esercito israeliano su Telegram. "I sistemi difensivi sono in funzione per intercettare la minaccia".
I media israeliani rendono noto che le sirene di avviso di lancio di razzi e missili sono state attivate in molte comunità del nord, tra cui Haifa e il Krayot.
4.15: due missili balistici lanciati contro Riad
Due missili balistici sono stati lanciati verso Riad. Lo rende noto il ministero della Difesa saudita, sottolineando che uno dei due missili e' stato intercettato, mentre l'altro e' caduto in una zona disabitata