AGI - La Francia torna oggi alle urne per il secondo turno delle municipali, considerate un voto test per le presidenziali del 2027 in un panorama politico mai così frammentato. In realtà la stragrande maggioranza dei 35mila comuni francesi ha già scelto il proprio sindaco nel corso di un primo turno, il 15 marzo, caratterizzato da un'astensione storica del 42%.
I Comuni chiamati al voto in Francia
Pertanto il voto del 22 marzo si svolgerà soltanto in 1.580 comuni, soprattutto nelle grandi città, con un esito molto incerto. Secondo gli ultimi dati del ministero dell'Interno, il secondo turno vedrà a confronto due candidati in 548 comuni, tre candidati in ben 807 città, quattro candidati in 169 comuni e addirittura cinque in 18 località.
In assenza di candidature, sia al primo che al secondo turno, almeno 68 comuni francesi si trovano senza aspirante sindaco. Dopo la partenza della squadra comunale uscente, i comuni senza sindaco saranno posti sotto il controllo della prefettura per tre mesi.
La mappa politica della Francia
In ballo con queste elezioni in Francia c'è la possibile espansione della base elettorale e geografica dell'estrema destra del Raggruppamento nazionale (Rn) di Marine Le Pen - al momento ineleggibile per 5 anni - e Jordan Bardella in vista delle presidenziali.
Il duello più atteso in Francia è su Parigi
L'altra posta in gioco riguarda le alleanze di sinistra strette con la sinistra radicale di La France Insoumise (Lfi), che alimentano critiche e dubbi. Anche i tradizionali apparati di destra si sono trovati di fronte al dilemma di possibili alleanze con l’estrema destra. Per il secondo turno, alla fine solo tre comuni hanno visto la fusione delle liste di destra e di estrema destra. Il 'match' più atteso riguarda sicuramente Parigi, che potrebbe passare a destra dopo 25 anni di governo di sinistra.
I comuni ambiti da Rn
Favorito nei sondaggi per il primo turno delle elezioni presidenziali del 2027, il partito di estrema destra del Raggruppamento nazionale (Rn) ambisce ad affermare la sua dinamica a livello locale, dopo essere diventato il primo partito in Francia alle elezioni legislative del 2024. Dieci dei suoi candidati alle municipali sono stati rieletti e altri 14 hanno vinto al primo turno, il 15 marzo.
Domenica Rn ha dei candidati in lizza in 260 località, che però non sono riusciti a stringere alleanze quindi senza una grande riserva di voti a loro favore. La "mano tesa" a destra proposta dal suo presidente Jordan Bardella la sera del primo turno ha ricevuto poche risposte.
La gara per la conquista della seconda città della Francia
A Marsiglia (sud-est), domenica scorsa, il candidato di estrema destra Franck Allisio ha inseguito il sindaco di sinistra uscente Benoit Payan (36,7% contro 35%).
Conquistare la seconda città della Francia si preannuncia difficile per Rn, dato che il suo avversario beneficia del ritiro del candidato della sinistra radicale Sebastien Delogu (11,9%) e del mantenimento di quella del centro-destra Martine Vassal (12,4%).
Rn ha nel mirino anche Tolone (sud-est, 180.000 abitanti), dove la sua vice Laure Lavalette (42,05%) precede le avversarie di almeno 12 punti. In caso di successo, la città diventerebbe la più grande governata dall'estrema destra. Il partito di Le Pen potrebbe anche vedere uno dei suoi alleati, Eric Ciotti, fuoriuscito dalla destra tradizionale Lr, prendere Nizza, la quinta città di Francia.
La sinistra si organizza ma c'è confusione
Anche il Partito Socialista (Ps) sembra faticare a chiarire i suoi rapporti con i suoi rivali della sinistra radicale (La France insoumise, Lfi), in subbuglio negli ultimi mesi dopo la morte di Quentin Deranque, un giovane attivista di estrema destra ucciso a Lione in uno scontro con attivisti antifascisti e per le accuse di antisemitismo contro il suo controverso leader Jean-Luc Mélenchon.
Se il leader socialista Olivier Faure ha escluso qualsiasi "accordo nazionale" con Insoumis, di fatto molti dei suoi candidati si sono fusi con le liste di Lfi come a Lione (centro-est), terza città del paese, e Nantes (ovest). Alcuni si sono schierati anche a sostegno del candidato di Lfi arrivato primo, in particolare a Tolosa (sud-ovest), la quarta città del paese.
"I programmi delle liste con le quali a volte ci siamo uniti non implicano discriminazione, razzismo o antisemitismo", ha giustificato Faure. A sinistra, questi accordi locali hanno rallegrato alcuni, suscitato rabbia e confusione in altri. Uno degli alleati dei socialisti, l'eurodeputato Raphaël Glucksmann, ha denunciato fusioni che non sono né "eticamente giuste" né "elettoralmente redditizie". Per molti, questi accordi potrebbero avere ripercussioni quando arriverà il momento di contare le proprie forze prima delle elezioni presidenziali.
Suspense per l'esito del voto a Parigi
A Parigi, la settimana tra i due turni ha riacceso la suspense. Una vittoria della destra domenica sarebbe altamente simbolica dopo 25 anni di governo di sinistra nella capitale. Il socialista Emmanuel Gregoire, ex primo vice della sindaca uscente Anne Hidalgo, è arrivato in testa al primo turno con il 38% delle preferenze, con un vantaggio di 12 punti percentuali su Rachida Dati (25%), ex ministro di Nicolas Sarkozy ed Emmanuel Macron.
Il testa a testa in Francia
Tuttavia, gli ultimi sondaggi danno i due candidati testa a testa (45,5% per Gregoire, 44,5% per Dati). Gregoire ha rifiutato di allearsi con la candidata della sinistra radicale Sophie Chikirou (11,72%), rimasta in lizza per il secondo turno. Dati, che a settembre dovrà comparire in tribunale per corruzione e traffico d'influenza passivo, è in crescita grazie al sostegno del candidato di centrodestra Pierre-Yves Bournazel (11,34%) e al ritiro della candidata di estrema destra Sarah Knafo (10,4%), che ha invitato a "cacciare la sinistra".
Dati conta anche sul sostegno implicito della leader Rn, Le Pen, che ha chiesto ai suoi elettori di “ostacolare” la sinistra.A Parigi, la campagna è stata segnata, inoltre, da una forte polemica sollevata da Gregoire che ha accusato il presidente Emmanuel Macron di "interferenza" per spingere Knafo (Reconquête, estrema destra) a ritirarsi, quindi a vantaggio di Dati.
Intanto da queste elezioni municipali esce rafforzato un candidato già dichiarato per il 2027: l'ex primo ministro del centrodestra Édouard Philippe, a capo del partito Horizons, rieletto sindaco di Le Havre (nord-ovest) domenica scorsa.