AGI - Parigi il candidato socialista Emmanuel Grégoire è nettamente in vantaggio, l'estrema destra di Rassemblement National (RN) sembra prevalere in diverse città, mentre il partito della sinistra radicale La France Insoumise (LFI) ha sorpreso molti in altre. È lo scenario tratteggiato dal primo turno delle elezioni comunali in Francia, un test a poco più di un anno dall'appuntamento presidenziale del 2027.
Occhi puntati su Parigi e Marsiglia: secondo le prime stime nella capitale, il candidato di sinistra Emmanuel Grégoire, ex braccio destro della sindaca socialista Anne Hidalgo, è nettamente in vantaggio sull'ex ministra Rachida Dati. A Marsiglia, il sindaco uscente di sinistra Benoit Payan e il candidato di RN, Franck Allisio, sono testa a testa con il 35% dei voti. Un progresso per l'estrema destra, che nel 2020 aveva ottenuto meno del 20%.
Il successo di Édouard Philippe a Le Havre
L'ex premier centrista Édouard Philippe, che sogna l'Eliseo, ha ottenuto un ampio vantaggio al primo turno nella sua città natale, Le Havre. La rielezione è un passo fondamentale per le sue aspirazioni presidenziali.
Le ambizioni del Rassemblement National
Rassemblement National, che punta a consolidare la propria posizione in vista del 2027, ha rivendicato la rielezione di diversi sindaci uscenti al primo turno. Per Marine Le Pen, ci sono "reali possibilità di vittoria" al secondo turno, che si terrà il 22 marzo in diverse città. Queste elezioni locali sono viste come un primo passo verso una potenziale ascesa al potere, dopo due mandati consecutivi di Emmanuel Macron, in un panorama politico frammentato tra tre blocchi principali - la sinistra, il centro-destra e l'estrema destra - con profonde divisioni sia all'interno della sinistra che della destra.
Strategie dell'estrema destra per le presidenziali
L'estrema destra intende soppiantare la destra in alcune aree o rompere il 'cordone sanitario' e coinvolgerla in un'alleanza, anche in vista delle presidenziali. "Se ci qualificheremo per il secondo turno, resteremo in gara", ha chiarito il leader di RN, Jordan Bardella, pur lasciando aperta la porta ad alleanze con la destra.
L'avanzata di La France Insoumise
All'altro estremo dello spettro politico, La France Insoumise ha fatto parlare di sé in diverse città, come a Lille, nel nord, dove la sua candidata Lahouaria Addouche ha ottenuto circa il 25% dei voti, ben al di sopra delle previsioni. Altro caso è quello di Roubaix, quasi 100mila abitanti, dove il deputato di LFI David Guiraud ha ricevuto il 45% delle preferenze.
Negoziati e alleanze per il secondo turno
L'ondata di consensi per i due partiti radicali lascia presagire difficili negoziati in vista della presentazione delle liste per il secondo turno di domenica prossima. I candidati di punta hanno tempo fino a martedì per decidere se rimanere in gara, unirsi ad altre liste o ritirarsi.
Le tensioni a sinistra e le possibili alleanze
A sinistra, l'inimicizia tra il Partito Socialista e La France Insoumise rischia di provocare un ribaltamento degli equilibri di potere in alcune città. Il coordinatore di LFI, Manuel Bompard, ha "teso la mano" ad altre liste di sinistra "laddove la destra e l'estrema destra rappresentino una minaccia". La leader dei Verdi, Marine Tondelier, ha colto al volo l'occasione, invocando "l'eliminazione della destra e dell'estrema destra". Il Partito Socialista spera però di evitare queste alleanze: il leader Olivier Faure ha ribadito che non ci sarà "nessun accordo nazionale tra il PS e La France Insoumise (LFI) al secondo turno".
Secondo i sondaggi, l'affluenza odierna è stata la più bassa del Paese (stimata al 56-58,5%, rispetto al 63,55% delle elezioni del 2014) escludendo il voto nel 2020, tenutesi durante la pandemia di Covid.