AGI - Non solo droni e missili balistici. Nella guerra che sta infiammando il Medio Oriente tra l’Iran, gli Stati Uniti e Israele, la linea del fronte più insidiosa corre lungo i cavi della rete e i feed dei social media. Un nuovo e dettagliato rapporto di NewsGuard rivela un’escalation senza precedenti nella campagna di disinformazione orchestrata dai media statali di Teheran, che per colmare il divario tra la realtà del campo e le narrazioni domestiche sta ricorrendo massicciamente all'intelligenza artificiale e ai video dei videogame.
Dall’inizio delle operazioni militari del 28 febbraio, la macchina della propaganda iraniana ha accelerato i giri. NewsGuard ha identificato almeno 18 affermazioni palesemente false diffuse da fonti ufficiali iraniane in pochi giorni, contro le cinque rilevate nelle due settimane precedenti. Il caso più eclatante riguarda il Tehran Times.
Gli inganni svelati da un analista di guerra informatica
Il quotidiano statale ha diffuso su X un’immagine satellitare che avrebbe dovuto testimoniare la distruzione di un radar statunitense presso la base di Al-Udeid, in Qatar. L'inganno è stato svelato dall'analista di guerra informatica Tal Hagin, che ha notato un dettaglio banale ma decisivo: nell'immagine "post-attacco", le auto nel parcheggio della base erano esattamente nella stessa identica posizione della foto originale di Google Earth del febbraio 2025. Un errore grossolano di manipolazione tramite IA che ha trasformato un parcheggio di routine in un campo di battaglia fittizio.
Ma la creatività della propaganda non si ferma qui. Secondo il sito di fact-checking Factnameh, sono stati utilizzati persino filmati tratti dal videogioco militare Arma 3 per simulare scontri a fuoco, una tecnica già vista in altri conflitti ma qui utilizzata con una frequenza sistematica. La discrepanza tra i bollettini ufficiali e la realtà dei fatti è diventata abissale. Se queste fake news faticano a convincere l'osservatore internazionale, il loro obiettivo primario rimane la popolazione interna.
Il blocco di internet e la propaganda interna
Il governo iraniano ha imposto quello che Cloudflare definisce un "blocco quasi totale" della rete: il 28 febbraio il traffico internet è crollato del 98%. In questo isolamento digitale, gli iraniani hanno accesso solo alla National Information Network o ad app controllate come Bale. Senza termini di paragone con i media stranieri, le narrazioni di "vittorie gloriose" diventano l'unica realtà possibile per milioni di cittadini. "Con un accesso limitato ai media stranieri, gli iraniani sono costretti a informarsi tramite le emittenti statali, che continuano a diffondere affermazioni distorte per mantenere il morale alto," osserva NewsGuard nel suo rapporto.
L'alleanza con la Russia e la sfida dell'IA
La propaganda iraniana sta trovando sponde inaspettate anche a Mosca. Il rapporto evidenzia come la Russia stia rilanciando alcune di queste fake news per colpire indirettamente l'Ucraina. In un cortocircuito informativo, fonti russe hanno sostenuto che missili iraniani avrebbero distrutto "basi militari ucraine a Dubai", un'affermazione geograficamente e militarmente priva di senso, ma utile a creare caos informativo tra gli alleati occidentali. Mentre le piattaforme social come X faticano a arginare i contenuti manipolati (con post fake che raggiungono oltre 4 milioni di visualizzazioni in pochi minuti), la sfida si sposta sulla capacità degli analisti di tracciare l'origine dei contenuti generati dall'IA.