AGI - Anche se lo spettro della guerra incombeva da mesi, anche se il ricordo degli attacchi israeliani e americani di giugno era ancora fresco, i nuovi raid su Teheran hanno scatenato il panico tra la popolazione civile. Prima che Internet e le comunicazioni fossero interrotte "quasi totalmente", come sta segnalando in questi minuti Netblocks, l'AGI ha raccolto alcune testimonianze dalla capitale iraniana, tra persone che hanno chiesto di rimanere anonime.
"Nei grandi supermercati le scene sono quasi folli", racconta una mamma e architetta, "siamo andati a fare la spesa per fare provviste e c'è gente che è venuta con i trolley, li riempie, prende tutto quello che può entrare nelle valigie e tutto quello che riesce a portare nelle buste a mano".
Tra fatalismo e piani futuri
Nonostante la grande incertezza legata all'ipotesi di una guerra, che da mesi faceva da sfondo alla vita quotidiana degli iraniani, una sorta di mix tra fatalismo, istinto di sopravvivenza e resistenza non ha impedito loro di continuare a fare piani per il breve e medio termine.
Tentativi di fuga e difficoltà
C'è chi, come un giovane studente, aveva programmato un viaggio all'estero: "Appena è iniziato l'attacco questa mattina mi sono precipitato a cancellare i voli prenotati, sperando di riuscire così a ottenere un minimo rimborso, prima di un eventuale blocco totale di Internet", racconta. Ora deve cercare di rintracciare i genitori, che vivono in una zona diversa di Teheran, e poi provare a lasciare la capitale, per trasferirsi a Est nelle località montuose e più sicure a Est - verso Pardis e Damavand - dove, anche nella guerra dei 12 giorni a giugno, molti amici e famiglie si erano rifugiati, dividendo case e appartamenti, in attesa che la situazione si calmasse. Ma uscire dalla capitale ora non è un'impresa scontata: "Ci sono già chilometri di fila ai distributori di benzina".
Euforia e odio per il regime
La paura è accompagnata anche da una sorta di euforia in quella parte della popolazione fiduciosa che un intervento diretto di Israele e Stati Uniti spazzi via un regime da anni in una profonda crisi di legittimità interna. Online circolano diversi video in cui anziani e giovani 'festeggiano' tra le macerie. Uno in particolare sta diventando virale: un gruppo di persone, di cui si sentono solo le urla di gioia e gli applausi, filma dalla finestra il fumo delle esplosioni che sale dalla zona di Parchin, a sud-est di Teheran, dove sorge uno dei siti militari più sensibili del Paese. "Fino a che livello di esasperazione si può portare un popolo perché sia felice dello scoppio di una guerra?", si chiede un utente su Instagram, "gli iraniani sono spaventati, ma il loro odio per il regime è più grande di questa paura".