AGI - Il 2025 è stato "l'anno peggiore" per l'Ucraina, dall'inizio della guerra. Ne è convinto il direttore dell'Ukrainian Institute of Politics, Ruslan Bortnik, che in un'intervista all'AGI, in vista del quarto anniversario dell'invasione russa il 24 febbraio, analizza l'impatto del primo anno dell'amministrazione Trump sul conflitto. Secondo la Missione Onu di monitoraggio dei diritti umani in Ucraina (Hrmmu), nel 2025 2.514 civili sono stati uccisi e 12.142 feriti: +31% rispetto al 2024 e +70% sul 2023. Il 97% delle vittime si concentra nelle aree controllate da Kiev ed è attribuito ad attacchi russi, in un contesto segnato dall'uso esteso di armi a lungo raggio. Per Iain Overton, direttore di Action on Armed Violence, l'Ucraina testimonia la più diffusa infrazione, nelle guerre contemporanee, del principio della "proporzionalità" nell'uso della forza.
I danni alle infrastrutture e lo smantellamento dell'Usaid
Da ottobre 2025, la campagna di Mosca contro le infrastrutture energetiche ha danneggiato circa 8,5 gigawatt di capacità di generazione elettrica, con blackout prolungati che hanno lasciato migliaia di famiglie senza luce e riscaldamento in uno degli inverni più freddi. A gennaio, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato lo stato d'emergenza nel settore. Bortnik lega il peggioramento della situazione umanitaria anche allo smantellamento dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo internazionale (Usaid), deciso dall'amministrazione Trump. Nel 2024, Kiev aveva ricevuto oltre 5 miliardi di dollari tramite i programmi Usaid, di cui 3,9 miliardi in sostegno diretto al bilancio. "Se gli standard di vita continueranno a calare cosi' rapidamente, l'Europa dovra' prepararsi a una nuova ondata di profughi", avverte l'analista.
Con il cambio di presidenza, poi, gli Stati Uniti - dopo tre anni da principali donatori - hanno sospeso gli aiuti militari diretti, trasformandosi in fornitori di armamenti tramite la Prioritized Ukraine Requirements List (Purl). Nel 2025, secondo i dati elaborati dal think tank tedesco Kiel Institute for the World Economy, gli aiuti nel settore della difesa sono crollati del 99%. Per "compensare" gran parte di questo taglio, afferma il Kiel, è intervenuta l'Europa: il suo sostegno complessivo, l'anno scorso, ha segnato +67% rispetto alla media tra il 2022 e il 2024.
"La sospensione degli aiuti americani ha avuto un impatto significativo sulla capacità di Kiev di condurre controffensive", osserva Bortnik, ricordando che nell'ultimo anno non si sono viste operazioni come quelle effettuate a Kherson o Kharkiv. L'Ucraina mantiene ora una postura strategica difensiva e la capacità di liberare i territori occupati "sta diminuendo".
In campo diplomatico, Trump punta a un ruolo di mediatore
"Solo ora è iniziato un vero negoziato", sostiene l'analista, sottolineando però le tensioni con l'Europa, che continua a escludere concessioni all'aggressore, mentre Washington adotta un approccio più pragmatico e di apertura a Mosca. Questo cambio di clima ha prodotto una "revisione negativa" delle prospettive ucraine. "Se tra il 2023 e il 2024 prevaleva la convinzione che Kiev potesse riconquistare i territori occupati", conclude Bortnik, "oggi il sostegno internazionale si riduce, complice il disimpegno statunitense, ma anche la capacita' russa di proseguire la guerra e l'esaurimento delle risorse interne ucraine, soprattutto sul piano demografico".