AGI - Non è solo una questione di stile, è una strategia di sopravvivenza d’immagine. Mentre la monarchia britannica attraversa uno dei suoi momenti più bui, con l’arresto dell'ex principe Andrea che scuote le fondamenta di Buckingham Palace, sono ancora una volta Kate e William a stendere un velo di glamour e stabilità sui cocci dell'istituzione. Ai Bafta 2026 di domenica sera, il red carpet della Royal Festival Hall si è trasformato nel palcoscenico di una "resistenza reale" a colpi di velluto e diamanti.
La coppia reale è tornata unita più che mai
Dopo le assenze del 2024 (dovute alla malattia di Catherine) e le passate tensioni con la BBC, la coppia reale è tornata più unita che mai. Il colpo d’occhio è stato studiato nei minimi dettagli, un quadro armonioso in burgundy. Se William ha osato con una giacca di velluto bordeaux dal forte impatto visivo, Kate ha risposto con una mossa che è ormai il suo marchio di fabbrica: l'upcycling d'autore. La Principessa ha infatti riportato in vita un abito di Gucci (firmato Alessandro Michele) che non vedevamo dal 2019. L’abito, già sfoggiato al Victoria & Albert Museum sette anni fa, aveva fatto discutere per una scollatura definita "effetto bikini".
I tabloid hanno già ribattezzato il look "The Burgundy Shield", una corazza di glamour contro i giorni più drammatici per l'istituzione. Domenica sera, però, l'effetto è stato puramente regale, complici i gioielli della Regina Elisabetta e della Regina Mary (gli stessi del Royal Variety 2025) che hanno dato al look il peso della storia. A sigillare l'autorità reale di Catherine non è stato però l'abito, ma il luccichio dei diamanti.
Collezione Greville
La Principessa ha attinto a piene mani dalla leggendaria Collezione Greville, un tesoro che sembra uscito da un romanzo di intrighi. Questi gioielli non appartengono alla Corona, ma sono una proprietà privata dei Windsor, frutto di un'eredità del 1942. Dame Margaret Greville, ricca socialite dell'epoca edoardiana, lasciò alla Regina Madre oltre 60 pezzi inestimabili chiusi in una semplice scatola di latta nera. Kate ha sfoggiato domenica sera gli orecchini "Chandelier" di Cartier, un capolavoro Art Déco che alterna tagli a goccia, baguette e smeraldo.
Sono gli stessi gioielli appartenuti alla Regina Elisabetta II, un tributo silenzioso ma potente alla defunta sovrana. Indossare i "Greville" significa oggi per Kate rivendicare la propria eredità politica: un ponte tra la modernità del red carpet e il rigore del passato. La famiglia reale sembra aver eletto la moda a proprio "balsamo" curativo, dunque. Non è un caso che, poche ore dopo il terremoto giudiziario che ha colpito Mr. Mountbatten-Windsor (ormai privato di ogni fregio reale), Re Carlo III si sia fatto vedere sorridente in prima fila alla sfilata di Tolu Coker, blindato dall'amica Stella McCartney. Nello stesso solco si muove la Regina Camilla, che a Clarence House ha preferito parlare di libri e industria tessile con la "papessa" di Vogue, Anna Wintour, piuttosto che commentare le vicende del cognato.