AGI - Oltre tremila persone hanno sfilato a Lione per rendere omaggio a Quentin Deranque, il giovane attivista nazionalista picchiato a morte da estremisti di sinistra lo scorso 12 febbraio nella città francese. Lo riferiscono i media transalpini. Non si sono verificati disordini, a fronte dell'imponente dispiegamento di forze di sicurezza, ma una persona, della quale non sono state rese note identità e affiliazione politica, è stata arrestata perché trovata in possesso di un coltello e di un martello.
Secondo la prefettura del Rodano, alla manifestazione hanno partecipato 3.200 persone, giunte da tutta la Francia e anche da altri Paesi europei. Secondo gli organizzatori della manifestazione, i presenti erano 3.500, alcuni dei quali con la metà inferiore del volto coperta. La marcia è partita alle 16:00 da Place Jean-Jaurès, nel VII arrondissement di Lione, e si è conclusa dopo circa due ore a rue Victor Lagrange, dove avvenne il pestaggio del ventitreenne e i dimostranti hanno deposto una corona di fiori. Durante il percorso sono stati scanditi slogan come "antifa assassini", "questa è casa nostra" e "l'estrema sinistra uccide". Alla fine del corteo i dimostranti, riferisce Bfmtv, hanno iniziato a disperdersi.
Misure di sicurezza e cerimonia
La manifestazione si è svolta sotto rigide misure di sicurezza, nel timore di scontri tra opposte fazioni. Nelle scorse ore si è tenuta una cerimonia in omaggio del ventitreenne in una chiesa tradizionalista lionese, frequentata dal giovane, dove le funzioni religiose si svolgono in latino.
L'appello alla calma di Macron
Poche ore prima dell'inizio della marcia, il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato alla calma. "Questo è un momento di riflessione e rispetto per il nostro giovane connazionale ucciso", ha dichiarato Macron, "non c'è posto per le milizie, da qualunque parte provengano". "Non tollereremo il minimo incidente all'interno del corteo", né "ai margini di questa marcia", ha avvertito da parte sua il prefetto del Rodano, Fabienne Buccio.
L'aggressione a Quentin Deranque e le accuse
Quentin Deranque era stato aggredito lo scorso 12 febbraio, a margine di una conferenza dell'eurodeputata di sinistra radicale Rima Hassan a Lione, dove si stava occupando di garantire la sicurezza dei membri di una formazione nazionalista composta da sole donne, il collettivo Nemesis, che stava manifestando all'esterno della sala. Per la morte del giovane, deceduto due giorni dopo per le percosse, sono state accusate sette persone, sei di omicidio volontario e uno per "complicità", tutte legate alla Jeune Garde Antifasciste, sciolta lo scorso giugno a causa delle ripetute violenze. Tre dei sospetti, tra cui quest'ultimo, sono collaboratori di Raphael Arnault, parlamentare del partito di sinistra radicale La France Insoumise e fondatore della stessa Jeune Garde. Il gruppo parlamentare di La France Insoumise ha respinto le richieste giunte da destra di sospendere o espellere Arnault.
Segnalazioni alla magistratura
Al termine della manifestazione la prefettura del Rodano ha annunciato che trasmetterà alla magistratura segnalazioni relative a saluti romani e insulti razzisti e omofobi avvenuti durante la marcia in omaggio a Quentin Deranque. Secondo la prefettura, i gesti e le dichiarazioni sono stati individuati in video diffusi sui social media che documentano la manifestazione. Su istruzione del ministro dell'Interno, la prefetta Fabienne Buccio segnalerà al procuratore della Repubblica tutti i comportamenti penalmente rilevanti.