AGI - È cominciato oggi a Tarnow, in Polonia, nei confronti del vescovo Andrzej Jez, un processo penale senza precedenti: l'alto prelato è accusato di aver insabbiato episodi di pedofilia da parte di due sacerdoti della sua diocesi. Per l'accusa Jez era a conoscenza dell'operato di due preti: Stanislaw P. (ridotto allo stato laicale), vero predatore e responsabile di reati sessuali nei confronti di 95 bambini in Polonia e in Ucraina tra il 1987 e il 2008; e Tomasz K., accusato di aver abusato di tre minori tra il 2008 e il 2010.
La svolta legale è arrivata grazie a un emendamento del 2017 al codice penale polacco che ha reso reato la mancata denuncia di abusi sessuali. La diocesi di Tarnow, in relazione all'avvio del procedimento giudiziario, in una dichiarazione del 16 febbraio scorso, ha insistito sul fatto che il vescovo Jez, 62 anni, ha correttamente osservato sia la legge civile che quella ecclesiastica. La diocesi in pratica ha ricordato che dopo l'entrata in vigore di questa legge i due casi sono stati segnalati dal Delegato del Vescovo alle competenti autorità statali.
Le accuse contro padre Stanislaw P.
Il vescovo Jez, fa sapere la diocesi, era venuto a conoscenza degli abusi di padre Stanislaw P. solo nel 2019, quando la Curia di Tarnow aveva ricevuto la documentazione relativa al soggiorno del religioso in Ucraina e al sospetto che avesse commesso lì crimini di abuso su minori. La documentazione ricevuta sollevò numerosi interrogativi e dubbi, tra cui, scrive la diocesi "la giurisdizione (secondo le trascrizioni delle testimonianze e ulteriori informazioni fornite alla parte polacca, era chiaro che il caso era stato segnalato alle autorità ucraine competenti) e l'attendibilità delle informazioni". Nonostante ciò, furono "immediatamente" avviate le opportune procedure nei confronti del sacerdote, fu informato il Dicastero per la Dottrina della Fede e dopo l'avvio di un procedimento penale-amministrativo, è stato dimesso dallo stato clericale.
La segnalazione alle autorità giudiziarie
"Dopo un'adeguata verifica nell'ambito delle procedure ecclesiastiche, in un momento in cui le informazioni potevano essere considerate attendibili sia oggettivamente che soggettivamente", il Delegato segnalò la questione alle autorità giudiziarie statali nell'agosto 2020. Inoltre, "le informazioni ottenute dal vescovo Andrzej Jez hanno indicato che una delle vittime di Stanislaw P. aveva informato la Procura distrettuale di Opole delle molestie da parte di padre Stanislaw P. già nel 2010, il che significa che le autorità giudiziarie erano già in possesso di informazioni sulla questione nel 2010".
Il caso di don Tomasz K.
Per quanto riguarda il secondo sacerdote, don Tomasz K., la Curia scrive che il vescovo Jez venne a conoscenza della possibilità che il religioso avesse commesso "un reato ai danni di una persona di età inferiore ai 15 anni solo alla fine del 2021". Subito dopo aver scoperto questa informazione, il vescovo Jez incaricò le forze dell'ordine di segnalare il fatto, cosa che il delegato del vescovo ha fatto il 16 dicembre 2021. "Durante il precedente processo penale-amministrativo ecclesiastico, le testimonianze hanno negato che le parti lese avessero meno di 15 anni al momento dei fatti. Ciononostante, don Tomasz K. ha subito una sanzione ecclesiastica in relazione ad atti ai danni di minori di 18 anni".
La difesa della diocesi di Tarnow
La diocesi quindi ha ribadito che "le azioni intraprese dal vescovo Jez sono state svolte nel quadro delle normative ecclesiastiche vigenti. In collaborazione con le autorità ecclesiastiche di livello superiore, come il Dicastero per la Dottrina della Fede del Vaticano, ha svolto diligentemente i suoi compiti e ha adottato tutte le misure necessarie dopo aver ricevuto segnalazioni di reati contro minori".
Il rinvio del processo e la pratica cattolica
Il processo al vescovo Jez è stato rinviato di quasi un anno, poiché il tribunale di Tarnow ha cercato di trasferire il caso a un altro tribunale per evitare qualsiasi percezione di parzialità. Ma la Corte Suprema polacca ha stabilito che il processo si sarebbe dovuto svolgere a Tarnow. La diocesi di Tarnow registra costantemente il più alto livello di pratica cattolica in Polonia. Le ultime statistiche, pubblicate nel dicembre 2025, hanno mostrato che la diocesi ha il tasso più alto di fedeli alla messa domenicale del Paese (62,3%).