AGI - Domani, giovedì 5 febbraio, si riuniranno sia la Banca Centrale Europea sia la Bank of England per prendere la prima decisione di politica monetaria del 2026. L'attesa degli analisti è che entrambi gli istituti centrali lasceranno i tassi invariati.
La scorsa settimana anche la Fed ha deciso di mantenere invariati i tassi, dopo tre ritocchi al ribasso consecutivi, ma la novità principale è stata la scelta dell'amministrazione USA di Donald Trump di indicare Kevin Warsh come prossima guida della banca centrale alla scadenza del mandato di Jerome Powell. La prima conseguenza della sua nomina imminente è stato un drastico calo del prezzo di oro e argento, dopo mesi di rally.
Kevin Warsh e l'autonomia della Fed
"Il suo passato da falco come governatore della Fed suggerisce che sarà meno incline a tagli drastici rispetto ad altri candidati come Hassett o Reider. Inoltre, la sua storica difesa dell'autonomia della banca centrale potrebbe rassicurare i mercati sull'indipendenza dell'istituto", commenta Ebury nella sua analisi.
L'impennata dell'euro e la debolezza del dollaro
Il focus del board della BCE potrebbe riguardare l'impennata dell'euro. Nel 2025 il driver di questo rialzo, più che la forza della moneta unica, è stato la debolezza del biglietto verde nell'ultimo anno, penalizzato dalle incertezze sulle politiche tariffarie statunitensi e dai dubbi sull'indipendenza della Fed.
Prospettive sui tassi BCE
Sui tassi invece sembra scontato che resteranno fermi al 2% per la quinta sessione consecutiva. Per vedere nuovi tagli potrebbe essere necessario attendere fino alla seconda metà dell'anno. Molto dipenderà dal perdurare o meno dell'incertezza sul contesto internazionale e dalle turbolenze geopolitiche.
La previsione di Pictet Wealth Management
"Ci attendiamo che la BCE mantenga la politica monetaria invariata nella riunione del 5 febbraio, lasciando il tasso sui depositi al 2,0% e confermando l'approccio riunione per riunione e dipendente dai dati", la previsione di Nadia Gharbi, Senior Economist di Pictet Wealth Management.
Christine Lagarde e il rafforzamento dell'euro
"È scontato che la BCE confermi i tassi attuali. La Presidente Lagarde ribadirà probabilmente che la politica monetaria è equilibrata, escludendo di fatto nuovi tagli nel breve termine. Gli occhi saranno puntati su eventuali commenti riguardo al recente rafforzamento dell'euro, ma è improbabile che Lagarde intervenga attivamente per cercare di indebolire la valuta in questo momento", commenta Ebury.
Proiezioni macroeconomiche e tono della comunicazione
"L'assenza, nella riunione di giovedì, di nuove proiezioni macroeconomiche dello staff della BCE rafforza ulteriormente le attese di un esito invariato, con margini molto limitati per un cambiamento nel tono della comunicazione", sottolinea Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac.
La politica monetaria della Bank of England
Anche la Banca d'Inghilterra appare orientata a mantenere il suo tasso di riferimento al 3,75%, dopo quattro ritocchi al ribasso operati lo scorso anno. Solo una minoranza dei commentatori ipotizza la possibilità che scenderà al 3,50%.
Le stime di Goldman Sachs
Il Comitato di politica monetaria, stima Goldman Sachs, "ha un'elevata probabilità di mantenere il Bank Rate al 3,75% nella riunione, dato che le comunicazioni recenti hanno segnalato cautela sul ritmo di ulteriori tagli e gli ultimi dati sono risultati contrastanti".
L'analisi di Barclays
Mentre nell'analisi di Barclays: "La comunicazione di dicembre ha espresso una propensione a rallentare la cadenza dei tagli man mano che il tasso di sconto si avvicina alla neutralità. Riteniamo che la maggior parte dei membri del MPC sarà favorevole a un mantenimento".
Le prospettive di Deutsche Bank
Analizzando le prospettive future, Sanjay Raja, capo economista della Deutsche Bank nel Regno Unito, ipotizza che "con l'economia su basi più solide del previsto, è probabile che la spinta ad accelerare i tagli dei tassi sia minore".
Il commento di Wells Fargo
"Sebbene ci aspettiamo che i responsabili delle politiche mantengano il tasso di riferimento al 3,75%, la dichiarazione di accompagnamento avrà probabilmente un tono neutrale, preservando la flessibilità per un potenziale taglio dei tassi a marzo", il commento degli analisti di Wells Fargo.