AGI - Il tasso di approvazione delle politiche sull'immigrazione del presidente Donald Trump è sceso al 39%, mentre la maggioranza degli americani afferma che la campagna contro l'immigrazione è andata troppo oltre. Si tratta del livello più basso dal suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025, secondo l'ultimo sondaggio Reuters e Ipsos.
Il sondaggio, condotto a livello nazionale da venerdì a domenica, ha raccolto le risposte prima e dopo che sabato gli agenti dell'immigrazione hanno ucciso un secondo cittadino statunitense a Minneapolis, Alex Pretti, durante gli scontri con i manifestanti contro il dispiegamento degli agenti dell'Ice in città.
Il calo dell'approvazione
Secondo la ricerca, solo il 39% degli americani approva il lavoro svolto da Trump in materia di immigrazione, un dato in calo rispetto al 41% di inizio gennaio, mentre il 53% lo disapprova. L'immigrazione ha rappresentato un punto di forza per la popolarità di Trump nelle settimane successive al suo insediamento a gennaio 2025. A febbraio dell'anno scorso, il 50% era favorevole e il 41% lo disapprovava.
Le promesse di Trump e la repressione
Trump ha vinto le elezioni presidenziali del 2024 dopo aver promesso un'ondata storica di espulsioni. Agenti dell'immigrazione col volto coperto, spesso in equipaggiamento in stile militare, sono diventati una visione comune in tutto il Paese e proteste contro la repressione sono scoppiate in diverse città, tra cui Minneapolis, dove gli agenti hanno risposto con forza brutale.
L'opinione pubblica sulla repressione Ice
Circa il 58% degli intervistati ha affermato che gli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice) sono andati "troppo oltre" nella loro repressione, mentre il 12% ha affermato che non sono andati abbastanza oltre e il 26% ha sostenuto che l'operato degli agenti è stato "più o meno giusti". Circa nove democratici su 10 hanno affermato che gli agenti sono andati troppo oltre, rispetto a due repubblicani su 10 e sei indipendenti su 10.
Colloquio ieri sera Trump-Noem
Trump ha ricevuto ieri sera per quasi due ore nello Studio ovale la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e il suo consigliere senior Corey Lewandowski, dopo che Noem aveva chiesto un colloquio diretto con il capo della Casa Bianca. Lo riferiscono alla Cnn due fonti a conoscenza dell'incontro.
La riunione arriva mentre l'amministrazione Trump mostra i primi segnali di arretramento a Minneapolis dopo l'uccisione, sabato scorso, di Alex Pretti, la seconda persona morta questo mese nella città in seguito a operazioni condotte da agenti federali. Secondo le fonti, il colloquio è stato franco e diretto. Trump non ha messo in dubbio né minacciato gli incarichi né di Noem né di Lewandowski. Al centro della discussione, più che altro come proseguire l'attuazione dell'agenda presidenziale sull'immigrazione in Minnesota in un contesto segnato da un forte contraccolpo nazionale, che include critiche provenienti anche da ambienti repubblicani, e da una situazione di tensione nello Stato. All'incontro hanno partecipato anche altri alti funzionari dell'amministrazione Trump, tra cui la capo di gabinetto Susie Wiles, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt e il direttore delle comunicazioni Steven Cheung. La notizia della riunione è stata riportata per primo dal New York Times.