AGI - Il titolo di "Zar dei confini" glielo diede lo stesso presidente Usa, Donald Trump, prima ancora di incaricarlo formalmente. Ex poliziotto con la fama di duro, Thomas Douglas Homan, fu scelto nel novembre 2024 dal Presidente per guidare il piano di "espulsione di massa" di undici milioni di migranti illegali annunciato durante la campagna elettorale.
Homan ha lavorato prima nell'amministrazione di Barack Obama e poi in quella guidata da Trump. Sessantaquattro anni, nato a West Carthage, New York, laurea in tecnologia e giustizia criminale, Homan è stato un agente delle pattuglie di confine, investigatore e supervisore delle politiche sulla migrazione. La sua figura è diventata controversa quando nel 2017, sotto la prima presidenza Trump, aveva avviato una spietata politica di separazione di quattromila bambini dai genitori entrati negli Stati Uniti illegalmente.
Il premio conferitogli da Obama
Il criterio di espulsione di massa, così come Homan lo mise nero si bianco, metteva al primo posto gli illegali che rappresentano una minaccia alla sicurezza pubblica, inclusi quelli che non hanno commesso reati ma sono stati raggiunti da ordini d'espulsione. Aveva assicurato che i primi raid si sarebbero concentrati sui luoghi di lavoro e ha mantenuto la parola. Nel 2015 Obama, per il quale Homan si era occupato di controllo dell'immigrazione, gli assegno' il Presidential Rank Award, premio riconosciuto ai migliori servitori dello Stato. Il Washington Post commento' all'epoca: "Thomas Homan deporta persone e in questo è davvero bravo".
Nel suo passato, anche recente, ci sono alcune scelte controverse e anche in contrapposizione con alcuni esponenti del trumpismo. Nel febbraio 2022 Homan, chiamato a tenere un discorso in Florida, lasciò poco prima che la conferenza cominciasse dopo aver appreso che il fondatore di America First Political Action Conference, organizzatrice dell'evento, Nick Fuentes, aveva lodato il presidente russo Vladimir Putin per aver invaso l'Ucraina.
Homan ha lavorato al controverso Project 2025, il piano politico della Heritage Foundation che propone arresti di massa e fissa una serie di punti per avviare una transizione autoritaria del Paese. Trump ha sempre preso le distanze da Project 2025, sostenendo di non averlo neanche letto e di non conoscere chi lo avesse scritto.