AGI - Minneapolis nel caos, oggi la nuova ondata di proteste contro le violenze dell'Ice che ha fatto un'altra vittima. Dopo la morte di Renee Good, 37 anni, madre di tre figli, uccisa il 7 gennaio mentre cercava di allontanarsi con l'auto, analoga sorte è toccata a un cittadino americano, anche lui 37enne, che stava riprendendo gli agenti dell'Ice.
Nei video pubblicati dai media americani e circolati sui social, si vedono gli agenti accerchiare un uomo con la barba, che li starebbe riprendendo. A un certo punto l'uomo viene buttato a terra e picchiato. All'improvviso si sente partire un colpo, non si capisce sparato da chi, seguito da altri nove. L'uomo è morto in questo modo.
Il dipartimento di Sicurezza interna ha respinto l'ipotesi di esecuzione a freddo, spiegando che gli agenti stavano cercando una persona entrata illegalmente nel Paese quando si è avvicinato "qualcuno con una pistola semiautomatica calibro 9". Gli agenti, sempre secondo la versione del governo, avrebbero tentato di disarmarlo. Sarebbe nata una colluttazione. La vittima avrebbe sparato e uno degli agenti ha risposto "quando si è sentito in pericolo". Il dipartimento ha pubblicato una foto dell'arma sequestrata alla vittima. Tim Walz, governatore del Minnesota, smentisce la versione del dipartimento di Sicurezza interna: "Grazie a Dio, grazie a Dio abbiamo le immagini video".
Chi era la vittima
L'uomo ucciso a Minneapolis si chiamava Alex Jeffrey Pretti, aveva 37 anni. Era un infermiere di terapia intensiva al servizio dei veterani, senza precedenti penali e con un regolare porto d'armi. In un video era apparso essere neutralizzato, bloccato da alcuni agenti, messo faccia a terra. I colpi lo hanno raggiunto alla schiena. Dopo l'episodio, centinaia di manifestanti hanno protestato contro l'Ice. Ci sono stati momenti di tensione e la situazione resta tesa.
Pretti abitava in un four-plex su Garfield Avenue, in un quartiere residenziale tranquillo del sud di Minneapolis, a circa due chilometri e mezzo dal luogo in cui è stato ucciso. Quando i giornalisti hanno provato a contattare i vicini, nessuno ha risposto. In una delle finestre dell'edificio era affisso un cartello con la scritta "Abolish ICE". Dai registri emerge che Pretti aveva studiato all'Università del Minnesota. Il suo profilo LinkedIn indica che dal 2012 aveva lavorato come ricercatore presso la Medical School dell'ateneo. Nel 2021 aveva ottenuto la licenza come infermiere professionale, valida fino a marzo 2026.
In un video messo in rete da Meidas Touch e che documenta la morte del 37enne, si vede la vittima riprendere con il cellulare gli agenti dell'Ice e del Boarder Patrol. A un certo punto l'uomo interviene per proteggere una donna spinta a terra da un agente e poi difendere un'altra, contro cui gli agenti usano lo spray urticante. L'uomo viene trascinato a terra e accerchiato da cinque agenti e picchiato. All'improvviso si sente un colpo di pistola e poi altri nove in rapida sequenza. La donna che riprende la scena comincia a urlare più volte "cosa avete fatto?" e "avete ucciso una persona".
Un collega e amico, Dimitri Drekonja, medico al VA di Minneapolis, lo ha descritto come un professionista appassionato e una persona solare. "Era gentile, amichevole, sempre pronto a scherzare", ha raccontato. "Lavorare in terapia intensiva significa affrontare ogni giorno le situazioni più difficili, vedere i pazienti più gravi, confrontarsi con la morte e con le famiglie. Alex era bravissimo in tutto questo". I due avevano stretto amicizia lavorando insieme in un progetto di ricerca e condividevano la passione per la mountain bike.
Drekonja ha detto di non conoscere nel dettaglio le opinioni politiche di Pretti su immigrazione o armi, ma di non essersi stupito nel sapere che si trovasse sul posto a protestare contro l'attività dell'Ice. "La città è in un posto molto buio", ha osservato. I video dell'uccisione, ha aggiunto, sono "devastanti". Pretti si era diplomato nel 2006 alla Preble High School di Green Bay, nel Wisconsin. "Siamo tutti sconvolti", ha detto una portavoce del distretto scolastico.
ANOTHER FEDERAL SHOOTING IN MINNEAPOLIS
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) January 24, 2026
Federal immigration agents seemingly shot a man at point-blank range this morning near 26th & Nicollet during an apparent ICE operation.
Video shows him already pinned down when an agent opened fire. Bystanders screaming, broad… pic.twitter.com/NJfP6wy6e6
Dopo la morte dell'uomo, centinaia di manifestanti si sono mossi per protestare contro l'Ice. Ci sono stati momenti di tensione e la situazione è rimasta tesa per tutta la giornata. L'Ice ha tentato inutilmente di tenere lontana la polizia dalla scena dell'omicidio, ma la procura statale ha dichiarato che un'indagine doveva essere avviata. Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, è tornato ad attaccare l'Ice: "Quanti altri residenti, quanti altri americani devono morire o venire colpiti duramente prima che queste operazioni finiscano?". Il governatore del Minnesota ha definito l'episodio "disgustoso" e ha chiesto al presidente Donald Trump di "mettere fine a questa operazione" ordinando il ritiro di Ice e Border Patrol dal Minnesota: "Stanno seminando caos e violenza".
Tim Walz ha anche dichiarato che un'indagine federale sulla sparatoria mortale del cittadino americano da parte di agenti dell'Ice "non è affidabile". "Non ci si può fidare del governo federale per guidare questa indagine. Lo Stato se ne occuperà, punto e basta".
Il senatore democratico del Minnesota Erin Murphy ha chiesto la "fine immediata" alle operazioni dell'Ice. "E' una brutale invasione che agisce senza doverne rispondere e senza rispetto per la vita o la dignita' umana", ha dichiarato. "Questi agenti - ha aggiunto - devono essere assicurati alla giustizia".
La morte a Minneapolis di un altro cittadino americano arriva dopo la notizia di arresti di bambini da parte degli agenti dell'Ice. Dopo Liam, 5 anni, fermato assieme al padre e usato come esca per cercare di arrestare altri immigrati illegali, c'è il caso di Chloe, una bambina ecuadoriana di 2 anni arrestata con il padre e deportata in un centro di detenzione in Texas. Il giudice ne ha ordinato la scarcerazione. La piccola è stata riportata a Minneapolis e consegnata alla madre.