AGI - Donald Trump ha annunciato che una "imponente flotta" statunitense si sta dirigendo verso il Medio Oriente e che Washington sta tenendo d'occhio l'Iran. "Abbiamo molte navi che vanno in quella direzione, per ogni evenienza. Preferirei non vedere accadere nulla, ma le stiamo monitorando molto attentamente", ha detto sull'Air Force One, al suo ritorno dal World Economic Forum di Davos. "Abbiamo una flotta imponente che si dirige in quella direzione, e forse non dovremo usarla".
La portaerei USS Abraham Lincoln e diversi cacciatorpediniere lanciamissili dovrebbero arrivare in Medio Oriente nei prossimi giorni, scrive il Guardian. Ulteriori sistemi di difesa aerea sono in fase di dispiegamento, molto probabilmente attorno alle basi aeree statunitensi e israeliane.
Dispiegamento militare internazionale
Il Regno Unito ha dichiarato che invierà in Qatar i jet Eurofighter Typhoon della RAF del 12esimo Squadrone, su richiesta di Doha. Questo rafforza la presenza militare alleata nell'area strategica del Golfo.
La moderazione di Trump e il cambio di regime
Nonostante avesse promesso che "gli aiuti stavano arrivando", il presidente degli Stati Uniti ha rinunciato ad attaccare l'Iran perché ritiene di non aver ricevuto alcuna opzione militare decisiva che portasse a un cambio di regime a Teheran e perché gli Stati del Golfo gli hanno chiesto moderazione. Questa decisione sottolinea la complessità diplomatica della crisi.
Il bilancio delle vittime della repressione iraniana
Intanto l'agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (HRANA) ha dichiarato che il bilancio delle vittime della repressione iraniana ha raggiunto quota 5.002, di cui 4.716 manifestanti, 203 persone affiliate al governo, 43 bambini e 40 civili che non hanno preso parte alle proteste. I dati evidenziano la gravità della crisi umanitaria interna.