AGI - Non è una questione privata quella del principe Harry contro il Daily Mail, ma una battaglia nell'interesse dei tanti che hanno visto la loro vita sconvolta da un tabloid. Il secondogenito di Carlo III ha insistito a lungo su questo nella deposizione scritta presentata all'Alta corte di Londra, dove da lunedì è in corso il processo contro la Associated Newspapers Ltd, editore del Daily Mail e del Mail on Sunday, accusati di aver intercettato messaggi vocali, ascoltato conversazioni telefoniche e ottenuto illegalmente informazioni private tra il 1993 e il 2018. Non solo su Harry ma su altre sei personalità che si sono unite al principe nel presentare denuncia: Elton John e il marito David Furnish, le attrici Elizabeth Hurley e Sadie Frost, l'ex deputato Lib Dem Simon Hughes e Doreen Lawrence, madre di Stephen Lawrence, ucciso in un omicidio a sfondo razziale più di 30 anni fa.
"Sono determinato a chiedere conto all'editore dei tabloid Daily Mail e Mail on Sunday 'nell'interesse pubblico'", si legge nella deposizione divulgata oggi, nel giorno della sua comparsa in tribunale per essere esaminato dagli avvocati della difesa. "Non si tratta solo di me", ha spiegato Harry, ma anche "le migliaia di persone le cui vite sono state sconvolte a causa dell'avidità" dei tabloid.
Il difficile rapporto con la stampa
Nel testo, Harry ripercorre il suo rapporto con la stampa fin dall'infanzia. "Dalla morte di mia madre nel 1997, quando avevo 12 anni, e dal trattamento che ho ricevuto, ho sempre avuto un rapporto difficile" con i media, ha spiegato. Per lungo tempo ha seguito il motto della Famiglia reale: "Mai lamentarsi, mai spiegare". Ma quando Meghan, che sarebbe diventata sua moglie, è stata vittima di "attacchi feroci e persistenti" o di articoli "talvolta razzisti", è scattata la molla e ha deciso di passare all'attacco.
Le denunce e i metodi illeciti
Da qui la decisione di denunciare all'epoca il Daily Mirror, per cui era dovuto comparire in aula nel 2023, primo membro della famiglia reale a deporre in un processo dopo più di cento anni. E poi il Mail, per 14 articoli con particolari raccolti "con metodi illeciti".
La difesa della Associated Newspapers Ltd
La società editoriale si è difesa definendo le accuse "assurde". E a riprova ha citato la tempistica delle denunce. È "sorprendente che nessuno degli articoli fosse stato oggetto di reclamo al momento della pubblicazione", ha scritto l'avvocato Anthony White. In aula, oggi, White ha cercato di sostenere che alcuni degli autori di quegli articoli erano dentro o vicino alla cerchia di Harry e avrebbero potuto ottenere quelle informazioni attraverso mezzi legittimi. Harry non ha gradito: "Dal mio ambiente non filtrava nulla", ha detto irritato. E quando gli era capitato di avere dei sospetti, l'interessato era stato immediatamente allontanato. Dunque, ha insistito, "non vedo perché l'Associated dovrebbe farla franca per qualcosa che ha coperto e su cui ha mentito per molti anni".