AGI - Alleati nella Nato e partner storici, Stati Uniti e Francia negli ultimi trent’anni hanno però attraversato più di uno “strappo diplomatico”. Politico, commerciale o legato al peso extraterritoriale di norme e giustizia americane, non sono mancate le occasioni di attrito tra Washington e Parigi. L'ultima in ordine di tempo è la minaccia di dazi al 200% sullo champagne francese dopo l'annuncio di Emmanuel Macron di non voler accettare l'invito di Donald Trump a partecipare al 'Board per Gaza'.
La frattura più clamorosa sul piano politico resta la guerra in Iraq del 2003: Parigi si oppose all’intervento e la tensione arrivò a gesti simbolici negli Stati Uniti, come aver ribattezzato le 'french fries' (le patatine fritte) in 'freedom fries' nei menu di alcune mense del Congresso. Un altro dossier che ha avvelenato i rapporti è quello delle intercettazioni e della sorveglianza emerse dopo le rivelazioni di Edward Snowden: le notizie su attività dell’NSA e sulle comunicazioni intercettate in Europa alimentarono proteste e richieste di chiarimenti anche da parte francese. Sul fronte economico-finanziario, Parigi ha spesso puntato il dito contro la “forza” della giurisdizione Usa. Nel 2014 fece scalpore la maxi-sanzione e il patteggiamento di BNP Paribas per operazioni legate a Paesi sotto sanzioni americane.