AGI - "È giusto che l'Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo, perché questa è una ferita che è stata inferta a tutto il Paese". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nell'informativa al Senato.
"Quando sono andato a Sion il 2 gennaio ho incontrato il presidente del Canton Vallese, il comandante della Polizia cantonale e la procuratrice generale, ai quali ho chiesto il massimo impegno per l'accertamento rigoroso dei fatti, per l'individuazione di ogni responsabilità e per l'adozione di tutte le misure necessarie affinché i colpevoli vengano perseguiti", ha spiegato.
"Parallelamente, seguiremo lo svolgimento delle indagini in Italia da parte della Procura di Roma, assicurando piena collaborazione e sostegno istituzionale laddove richiesto dall'Autorità giudiziaria. L'Avvocatura generale dello Stato, che è in contatto con le famiglie, è già a lavoro sia con la procuratrice generale elvetica che con la Procura di Roma", ha aggiunto il capo della Farnesina.
"È un impegno su cui vigileremo ogni giorno affinché sia fatta giustizia - ha aggiunto il ministro degli Esteri - Non solo per un doveroso senso di giustizia, ma anche per assicurare che tragedie simili non abbiano mai più a ripetersi. Ovunque. Mai più".
Tajani, comportamenti di negligenza evidenti
"Molto è stato detto e scritto in merito alle cause della tragedia di Crans-Montana. Non spetta a me formulare giudizi in questa sede - il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani,- voglio però rassicurare quest'Aula: il Governo sta seguendo sin dall'inizio, con la massima attenzione, l'evolversi delle indagini, tanto in Svizzera quanto in Italia. Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti".
"Si dice che chi salva una vita salva il mondo intero - ha concluso Tajani - per questo rivolgiamo oggi un pensiero di speranza ai quattordici giovani connazionali feriti. Garantiremo loro tutte le cure possibili. Saremo al loro fianco. Non li abbandoneremo. Sarà talvolta un percorso lungo, ma verrà fatto tutto il possibile affinché questi ragazzi, grazie al lavoro dei nostri medici e infermieri, possano presto tornare alle loro vite accanto ai loro affetti".