AGI - Ore 13:59 di venerdì 9 gennaio 2026: tutta la Svizzera, nella giornata di lutto nazionale, si è fermata per un minuto di silenzio per ricordare le 40 vittime (sei italiane), e i 116 feriti, del devastante incendio di Capodanno al bar 'Le Constellation' di Crans-Montana, la località turistica e sciistica del Canton Vallese, famosa in tutto il mondo.
L'aeroporto di Zurigo fermo, i treni e stazioni anche, bandiere a mezz'asta e listate a lutto, tutti i servizi che si sono fermati per sessanta secondi. In raccoglimento centinaia di persone sotto la neve a Crans, cittadina ancora scossa per la tragedia di nove giorni fa, e ad Adelboden nel Canton bernese, dove il programma collaterale della tradizionale Coppa del mondo di sci alpino maschile è stato annullato.
Toccante il momento quando Azeddine Mekrabech, trentenne di Lione, sotto la neve si è recato a Crans-Montana per deporre 40 rose bianche fuori dal locale andato in fiamme. "Ho portato con me 40 rose, una per ogni vittima", ha detto a due passi dai teloni a forma di igloo che coprono il cumulo di fiori, orsacchiotti e candele accese.
Le campane delle chiese hanno suonato per cinque minuti mentre al Centro Esposizioni e Congressi di Martigny (Cerm) iniziava la cerimonia commemorativa e a Sion si svolgeva il primo interrogatorio dei proprietari de 'Le Constellation'. Al termine di oltre sei ore e mezza di domande, la procuratrice Beatrice Pilloud ha provveduto ad arrestare Jacques Moretti ritenendo "concreto" il pericolo di fuga "tenuto conto delle sue dichiarazioni, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all'estero". La moglie di lui, Jessica Maric è stata posta agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico e l'obbligo di firma, una volta al giorno, presso gli uffici della polizia. Si tratta di un provvedimento maturato essendo lei madre di un figlio piccolo. "I miei pensieri sono sempre costanti, rivolti alle vittime e alle persone che oggi stanno combattendo tra la vita e la morte: è una tragedia inimmaginabile e non avremmo mai potuto immaginare che questo si potesse verificare in un nostro locale e voglio scusarmi", sono state le parole di Jessica Maric all'uscita dalla Procura.
La cerimonia commemorativa e le autorità presenti
A Martigny era presente anche l'Italia con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato è atterrato con l'Airbus 319 presidenziale all'aeroporto di Kloten per far visita alle famiglie di due giovani italiani ricoverati in un ospedale di Zurigo, poi si è recato nel luogo della cerimonia. Al Cerm sono arrivati anche la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, il Presidente francese Emmanuel Macron, il Granduca Henri di Lussemburgo e le autorità svizzere guidate dal Presidente della Confederazione, Guy Parmelin, e da Mathias Reynard, Presidente del Consiglio di Stato del Canton Vallese. All'interno del centro 'Le Re'gent' tra i circa mille invitati erano presenti anche circa quaranta tra vigili del fuoco e soccorritori che avevano inizialmente prestato soccorso alle vittime del devastante incendio: per loro una standing ovation durata diversi minuti. In apertura di cerimonia Beatrice Berrut ha suonato un 'Adagietto' dalla Quinta Sinfonia di Mahler su un pianoforte a coda nero. "L'1 gennaio 2026 non lo dimenticheremo mai. L'inizio del 2026 doveva essere all'insegna delle promesse che per la gioventù volano verso l'azzurro e invece si sono incendiate nelle ceneri di una notte di orrore", ha detto nel corso del suo intervento il Presidente della Confederazione, Parmelin. "Il lutto che ci ha colpito, ha trasformato la Svizzera una sola famiglia, il nostro Paese china il capo in segno di rispetto per la memoria di coloro che non sono più con noi e si schiera al fianco di coloro che affrontano un lungo cammino di guarigione", ha aggiunto il Presidente svizzero che ha sottolineato che sarà fatto ogni sforzo per far emergere la verità, "un imperativo morale e anche un dovere dello Stato". Facendo riferimento al nome del bar che prende il nome da una costellazione di stelle, Parmelin ha concluso, "ora continueranno a brillare nei nostri ricordi". Tre giovani presenti alla tragedia di Capodanno, con la voce rotta del dolore e con tanta commozione, hanno preso la parola: "è con grande emozione che parliamo qui, quella sera siamo andati al bar per un ultimo drink, poi si è trasformato in un incubo, le scene davanti a noi erano insopportabili e fuori era peggio di un incubo, urla lancinanti echeggiavano nel freddo gelido: l'odore di bruciato era insopportabile". Al termine della cerimonia commemorativa le autorità hanno deposto una rosa al memoriale allestito in sala.