AGI - Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del Le Constellation, sono arrivati a piedi, scortati dalla polizia, circondati da un muro di telecamere e giornalisti arrivati da mezza Europa a Sion. Erano attesi dal pubblico ministero vallesano.
È la prima volta che compaiono come indagati. Le accuse sono pesanti: omicidio colposo, incendio colposo, lesioni. Sono entrati con tre avvocati e la bocca cucita.
L'inchiesta e la responsabilità
L'inchiesta aperta subito dopo il disastro in cui hanno perso la vita 40 ragazzi e altri 116 sono rimasti feriti anche in modo gravissimo, verte su una domanda che tutti si pongono: di chi la responsabilità. E gli investigatori stanno ripercorrendo le varie fasi di una notte di Capodanno che non sarà facile dimenticare.
L'inizio del brindisi
Sono circa le 23:45. Il Le Constellation è il posto dove bisogna essere per divertirsi. È pieno all'inverosimile, musica alta, l'euforia di chi aspetta la mezzanotte tra le vette di Crans-Montana.
La scintilla dell'incendio
Secondo le prime ricostruzioni tecniche, il fuoco sarebbe partito da un corto circuito in un vano tecnico adiacente alla cucina, o forse — e qui il pm vuole vederci chiaro — da alcuni effetti pirotecnici pronti per il countdown.
La trappola di legno
Il locale è un esempio di architettura alpina, ma il legno secco e i tessuti d'arredo diventano combustibile istantaneo. In meno di tre minuti, il fumo nero e denso satura l'ambiente.
Il panico e l'uscita mancata
Qui sta il punto cruciale dell'inchiesta. Molte uscite di sicurezza pare fossero ostruite o chiuse per "gestire meglio il flusso all'ingresso". La gente si accalca, manca l'aria, le luci saltano.
Il resto è un bollettino di guerra. 40 morti, la maggior parte per asfissia, e 116 feriti.