AGI - Il presidente colombiano Gustavo Petro ritiene che esista la "minaccia reale" di un'azione militare statunitense contro la Colombia. Parlando con la BBC, Petro ha detto che gli Stati Uniti trattano gli altri Paesi come parte di un "impero" e che rischiano di passare dal "dominare il mondo" all'"isolamento". Dopo l'intervento in Venezuela, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che un'operazione militare contro la Colombia "sembra una buona idea" e ha avvertito Petro di "guardarsi le spalle".
Cosa ha detto Petro
Tensioni che sembravano stemperate dalla telefonata di mercoledì tra i due leader e dall'invito di Petro alla Casa Bianca. Ma nella sua intervista alla Bbc, Petro ha rivelato che la conversazione è durata poco meno di un'ora, che si è discusso del traffico di droga in Colombia, della posizione di Bogotà sul Venezuela e delle relazioni dell'America Latina con gli Stati Uniti, ma che per la maggior parte del tempo è stato lui a parlare.
Petro, ex guerrigliero, ha anche criticato la politica statunitense sull'immigrazione e ha accusato l'Ice di agire come "brigate naziste" al punto che "non solo perseguita i latinoamericani per le strade, il che per noi è un affronto, ma uccide anche cittadini statunitensi". Il riferimento è all'uccisione a sangue freddo di una donna di 37 anni, Renee Good, a Minneapolis.
Riguardo alla potenziale minaccia statunitense per la Colombia, il presidente ha detto di affidarsi "ai colloqui in corso" e al "dialogo" piuttosto che ipotizzare che il Paese sia costretto a difendersi da un attacco. Ma, ha aggiunto, "la storia della Colombia mostra come ha reagito a grandi eserciti". "Non si tratta di affrontare un grande esercito con armi che non abbiamo. Non abbiamo nemmeno difese antiaeree. Invece, facciamo affidamento sulle masse, sulle nostre montagne e sulle nostre giungle, come abbiamo sempre fatto", ha detto.